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Riforma fiscale: come cambiano le tasse

di Barbara Weisz

Riduzione scaglioni IRPEF verso la flat tax per tutti, sconti IRES per imprese che assumono e investono, compliance: le novità della Riforma Fiscale.

Cambiano IRPEF, IRES e IVA, con alcune indicazioni già contenute nella legge delega e altre che invece vengono rinviate ai decreti legislativi attuativi. C’è la revisione delle tax expenditure, anche qui senza dettagli su quali detrazioni sono destinate a sparire e quali a restare, ma con una serie di linee guida. Si conferma la strada della compliance fiscale. Sono alcune delle novità con tenute nel disegno di legge delega per la riforma fiscale approvato in Consiglio dei Ministri il 16 marzo.

La premier, Giorgia Meloni, definisce la riforma «vicina alle esigenze dei contribuenti e attrattiva per le aziende», attraverso misure pensate per premiare «la lealtà e la responsabilità del contribuente, gettando le basi per un nuovo rapporto di fiducia con il Fisco».

La riforma, lo sottolineiamo, è solo all’inizio del suo iter legislativo: deve ora andare in Parlamento per l’approvazione, per essere completata dai decreti legislativi attuativi del Governo, previsti entro 24 mesi dall’approvazione definitiva alle Camere.

L’impianto della riforma

Il provvedimento probabilmente più atteso, ovvero la riforma IRPEF, prevede di andare verso un’aliquota unica, la cosiddetta flat tax per tutti.  Nel frattempo, si prevede una riduzione degli scaglioni, che dovrebbero passare a tre (dagli attuali quattro).

Non ci sono, al momento, indicazioni precise su aliquote, tetti di reddito e via dicendo. Per capire esattamente cosa c’è nel ddl e cosa viene rinviato ai dlg attuativi della delega bisogna aspettare che il testo arrivi in Parlamento. Ci sono però due elementi precisi già indicati dal Governo: una sostitutiva IRPEF incrementale, sulla scia della flat tax incrementale introdotta con la Legge di Bilancio, e una nuova deduzione per le spese che i lavoratori dipendenti sostengono in relazione all’attività professionale (ad esempio, per il tragitto casa-lavoro, ma non solo).

Sull’IRES, la modifica fondamentale è quella del “più assumi meno paghi”, che prevede un’agevolazione su questa imposta per le imprese che si impegnano ad effettuare nuove assunzioni, oppure a fronte di determinate tipologie di investimenti (ad esempio, in beni strumentali, innovazione, ricerca e sviluppo). Viene rimodulata l’IVA, introducendo per alcune tipologie di prodotti l’aliquota zero.

Come cambia l’IRPEF

La nuova declinazione in tre aliquote IRPEF, sulla quale si sono fatte molte ipotesi, è come detto solo indicata. Così come il passaggio verso una progressiva transizione verso l’aliquota fiscale unica: semplificando molto, significa flat tax per tutti, ma attraverso un percorso progressivo che, par i capire, andrà delineato dai decreti attuativi.

Sul fronte IRPEF c’è anche un’altra novità, ovvero il debutto della tassa piatta incrementale sulle persone fisiche. Il meccanismo è lo stesso già previsto per le Partite IVA: aliquota unica sostitutiva di IRPEF e addizionali sull’incremento rispetto al reddito più alto fra quelli dei tre periodi d’imposta precedenti. Non ci sono invece al momento dettagli sulla quantificazione dell’aliquota agevolata.

Viene poi introdotta una nuova deduzione fiscale, anche in misura forfettizzata, delle spese sostenute per la produzione del reddito di lavoro dipendente e assimilato.

Prevista l’equiparazione della no tax area per i lavoratori dipendenti e i pensionati (dovrebbe essere a 8mila 500 euro, l’attuale livello per i pensionati).

E viene infine introdotta la possibilità di dedurre i contributi previdenziali obbligatori anche in caso di incapienza, sottraendoli dal reddito complessivo.

Novità per il reddito d’impresa

L’aliquota dell’imposta IRES sul reddito delle società resta al 24%, ma viene ridotta a fronte di assunzioni e investimenti qualificati, da effettuare nei due anni successivi. Quindi, si potrebbe riassumere, “più assumi e investi, anche in prospettiva, meno paghi”. Per avere lo sconto IRES non si possono distribuire gli utili fra gli azionisti. In pratica, devono sussistere entrambe le condizioni: non distribuire gli utili, effettuare entro due anni nuove assunzioni o investimenti qualificati.

Per quanto riguarda la tassazione sulle imprese, si conferma il percorso verso la progressiva riduzione dell’IRAP, la tassa regionale sulle attività produttive. Contestualmente,  verrà istituita una sovraimposta IRES tale da assicurare un equivalente gettito fiscale. Infine, si prosegue sulla strada del taglio del cuneo fiscale.

IVA

  • Aliquota zero su alcuni beni essenziali (non ci sono al momento dettagli, ma si pensa a pane, pasta, olio).
  • Revisione dei beni e servizi che rientrano nelle attuali aliquote (4%, 5%, 10% e 22%) con maggior coordinamento rispetto alle norme europee.
  • Razionalizzazione della disciplina del gruppo IVA al fine di semplificare le misure previste per l’accesso e l’applicazione dell’istituto.

TAX expenditure

C’è solo l’indicazione generale della revisione, che porterà a una sforbiciata delle troppe agevolazioni (fra detrazioni, deduzioni, e crediti d’imposta), salvaguardando però una serie di ambiti ritenuti prioritari: famiglia, casa, salute, istruzione, previdenza, risparmio energetico, rischio sismico.

Compliance fiscale e lotta all’evasione

E’ un capitolo che si declina in diversi ambiti: si prevedono semplificazioni (anche in materia di dichiarazione dei redditi), valorizzazione dello Statuto dei diritti del contribuente, si prosegue sulla strada del potenziamento degli strumenti deflattivi del contenzioso (composizione negoziata delle crisi d’impresa, concordato preventivo), si prevedono effetti premiali (in termini di sanzioni) per le imprese che si ravvedono spontaneamente a fronte di comportamenti fiscali scorretti ma non dolosi. Il tutto, in ottica di lotta all’evasione.