Un C.F. diverso da quello ottenuto con il calcolo del codice fiscale può essere comunque corretto: nei casi di omocodia l’Agenzia delle Entrate sostituisce una o più cifre con lettere, e i dati anagrafici registrati con grafie differenti (nomi doppi, apostrofi, caratteri stranieri) producono un codice diverso da quello teorico.
Il codice valido è quello attribuito dall’Anagrafe tributaria e riportato sulla tessera sanitaria; la corrispondenza con i dati anagrafici si controlla con il servizio di verifica dell’Agenzia delle Entrate.
Se l’errore sta nei dati anagrafici, va corretto dove i dati sono registrati.
La variazione dei dati di una persona fisica si comunica all’Agenzia delle Entrate con il modello AA4/8; per chi è residente in Italia l’errore va segnalato anche all’anagrafe del Comune, che confronta i propri dati con quelli dell’Anagrafe tributaria e li allinea.