Detrazione IVA immobili: quando è possibile

di Redazione PMI.it

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La sentenza della Cassazione che chiarisce quando la detrazione IVA è legittima, o meno, in caso di acquisto di immobili ad uso abitativo.

Acquisto immobile per la detrazione IVA è necessario poter dimostrare inerenza e strumentalità: lo ha chiarito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 12911/2019. Non è dunque possibile detrarre l’imposta sul valore aggiunto addebitata dal venditore se l’operazione è relativa a immobili a uso abitativo a meno che la costruzione di tali fabbricati sia l’attività esclusiva o principale.

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Per recuperare l’IVA, tramite rivalsa, è necessario dimostrare che il fabbricato non rientra più, in concreto, nella categoria dei beni a destinazione residenziale, per i quali non è possibile fruire di questa agevolazione.

Il caso esaminato riguardava una società alberghiera che aveva acquistato un immobile avente destinazione catastale abitativa (A/2) e aveva presentato ricorso alla Cassazione contro le precedenti decisioni della Ctp e della Ctr, che avevano ritenuto illegittima la detrazione dell’IVA ai senti dell’articolo 19-bis.1, comma 1 lettera i), del Dpr 633/1972.

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I giudici della Cassazione hanno confermato tali pareri, ritenendo che l’operazione rientrasse nel caso di esclusione previsto dalla citata lettera i) riguardando l’acquisto di un immobile a destinazione catastale abitativa. In più non veniva dimostrata l’effettiva inerenza del bene all’attività d’impresa, non avendo la società per oggetto esclusivo o principale la costruzione dei predetti fabbricati. I contratti di locazione breve dell’immobile presentati dalla società non sono stati ritenuti sufficienti a fornire dimostrazione di inerenza e strumentalità.

La Cassazione ha quindi ritenuto legittimo l’avviso di accertamento impugnato e ha condannato il contribuente a rifondere all’Agenzia delle Entrate anche le spese processuali.

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