Legge di stabilità: le novità per servizi locali, Sanità ed Università

di Roberto Grementieri

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Le novità introdotte dalla legge di stabilità interno 2011 per i servizi locali, Sanità ed Università.

I servizi locali

Una voce di spesa su cui il legislatore intende incidere con la legge di stabilità del 2011 è quella dei servizi resi dagli enti locali, che assorbono una cospicua parte della spesa del personale gestito da questi enti.

Nel dichiarato intento di favorire l’attuazione del federalismo fiscale, stabilisce che la società a prevalente partecipazione statale incaricata in regime concessorio dell’elaborazione degli studi di settore dovrà predisporre le metodologie ed elaborare i dati per la definizione dei fabbisogni e dei costi standard delle funzioni e dei servizi resi, nei settore diversi dalla sanità, dalle Regioni e dagli enti localli, secondo modalità definite con apposita convenzione stipulata con il Ministero dell’economia.

Questa società potrà pure realizzare, sulla base delle informazioni messe a disposizione dall’Agenzia delle Entrate in condizioni di parità, prodotti e servizi per la gestione aziendale da mettere a disposizione delle imprese.

L’Anci viene incaricata di provvedere, attraverso l’Istituto per la finanza e l’economia locale, all’analisi dei bilanci comunali e della spesa locale, al fine di individuare i fabbisogni standard dei Comuni.

L’autorizzazione di spesa confluita nel Fondo sociale per occupazione e formazione è incrementata dal comma 29 di un miliardo di euro per l’anno 2011.

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