Videosorveglianza, nuove regole per la tecnologia

di Lorenzo Gennari

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Il Garante della privacy ha stabilito che i sistemi di videosorveglianza tecnologicamente avanzati o "intelligenti" dovranno essere sottoposti a verifica prima ancora della loro attivazione

L’Autorità Garante per la protezione dei dati personali ha varato nuove regole per installare telecamere e sistemi di videosorveglianza da parte di soggetti pubblici o privati. I tempi per l’adeguamento variano da un minimo di sei mesi ad un massimo di un anno.

Dopo sei anni dall’ultimo provvedimento, il Garante è intervenuto soprattutto sui dispositivi cosiddetti “intelligenti”, ovvero quelli in grado di associare immagini a dati biometrici (ad esempio il “riconoscimento facciale”) o di riprendere e registrare automaticamente comportamenti o eventi anomali, seguendo i soggetti in movimento.

Per tali dispositivi, così come per quelli che consentono la fornitura di servizi di videosorveglianza “in remoto” da parte di società specializzate mediante collegamento telematico ad un unico centro, sarà obbligatoria la verifica preliminare del Garante.

I principi generali rimarranno invariati, pertanto i cittadini che transitano nelle aree sorvegliate dovranno essere informati con indicazioni della presenza delle telecamere e, nel caso in cui i sistemi di videosorveglianza installati da soggetti pubblici e privati siano collegati alle forze di polizia, sarà necessario uno specifico pannello, sulla base del modello del Garante.

Unica eccezione a quest’ultima regola sono le telecamere installate a fini di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica che potranno anche non essere segnalate, nonostante il Garante auspichi comunque l’utilizzo dei cartelli.

Anche i sistemi elettronici di rilevamento delle infrazioni del codice della strada dovranno rispettare le rigide premesse del Garante: le telecamere punteranno solo la targa del veicolo e dovrà essere indicata la loro presenza tramite apposita segnaletica.

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