Intercettazioni, Di Pietro: le leggeremo in aula

di Lorenzo Gennari

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Il governo presenta gli emendamenti al ddl sulle intercettazioni. Aumentano le pene anche per chi pubblica i contenuti delle conversazioni senza autorizzazione. L'Idv lancia la provocazione

«Intercettazioni non pubblicabili per il governo? Le leggiamo noi in Aula». Sono le parole di Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori, sostenute dal compagno di partito Pancho Pardi e da tutta l’assemblea, a seguito della riunione dei parlamentari dell’Idv.

La nuova versione del provvedimento vieta ai giornali di pubblicare i contenuti delle intercettazioni, pena due mesi di carcere per il cronista e fino a ventimila euro di multa. Ma se, ogni volta che ci sia un?intercettazione regolarmente depositata e a disposizione delle parti, alla Camera come al Senato, qualcuno si alzasse per leggerla davanti a tutti, le intercettazioni verrebbero inserite nel resoconto parlamentare e potrebbero essere poi pubblicate senza incontrare ostacoli.

L’ipotesi è stata immediatamente presa in considerazione dagli esponenti dell’Idv che hanno addirittura rilanciato pensando di rendere disponibili online i testi sui siti dei due rami del Parlamento.

Sul blog di Antonio di Pietro è già pronta una pagina dove poter inviare le intercettazioni da “sdoganare” mentre, in rete, è iniziato il dibattito sull’opportunità di una battaglia di questo genere: su Facebook è nato un gruppo “Intercettazioni”, con una descrizione eloquente: “Che c’è di meglio, dopo aver commesso un bel reato penale, che parlarne al telefono?! D’ora in poi basta pizzini: anche voi potrete raccontare tutti i vostri illeciti a parenti e amici, direttamente da casa vostra!”.

Non poteva mancare l’approvazione dell’ala dei radicali all’interno del Partito Democratico: «Un?idea ottima – ha commentato Rita Bernardini – sicuramente noi radicali daremo una mano nella lettura. Anche se Di Pietro nel mettere le mani sul materiale da leggere, è certo molto meglio di noi».

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