Tv digitale, si cercano regole per ordine canali

di Lorenzo Gennari

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L'Antitrust vorrebbe regolamentare l'ordinamento dei canali digitali per garantire un'effettiva concorrenza nell'ambito dei criteri per la scelta automatica delle posizioni nella lista

Il presidente dell?Antitrust, Antonio Catricalà, in una lettera inviata al presidente dell?Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni, Corrado Calabrò ha sottolineato la particolare rilevanza, sotto il profilo concorrenziale, della tematica dell?ordinamento automatico dei canali televisivi.

Si tratta della cosiddetta Lcn (Logical channel numbering), ovvero di quella funzionalità, presente in alcuni decoder e televisori, che consente di assegnare automaticamente ad ogni servizio televisivo ricevuto, una posizione predefinita all’interno della lista che li elenca.

Catricalà ritiene che il consolidamento in una determinata posizione di un canale è un elemento di possibile successo della singola attività d?impresa in funzione della facilità e rapidità di selezione del programma da parte dell?utente.

Pertanto, si legge nella missiva, «sulla scorta delle esperienze maturate in altri Paesi, un intervento regolatorio appare fortemente auspicabile, nell?ottica di promuovere l?affermazione di criteri organizzativi dell?ordinamento automatico idonei a favorire condizioni di piena concorrenza tra gli operatori effettivi e potenziali».

Al riguardo, osserva ancora il presidente dell?Autorità per la Concorrenza e il mercato, «il principale criterio organizzativo richiamato da regolatori di altri Paesi è l?afferenza ad aree tematiche: una chiara distinzione per tipologia di contenuti fornisce all?utente un immediato riferimento nella ricerca e aumenta al tempo stesso la visibilità dei diversi canali, in quanto stimola l?utente a confrontare l?offerta disponibile sui canali tematici omogenei, posti l?uno accanto all?altro».

Affinché poi «la numerazione dei canali mantenga una piena rispondenza alle esigenze degli operatori e alle preferenze degli utenti», l?Authority auspica che «l?intervento regolatorio comprenda anche accorgimenti volti a tutelare una certa flessibilità del sistema rispetto a eventuali modifiche sostanziali delle condizioni competitive».

Se da una parte il cittadino può trovarsi d’accordo con le motivazioni espresse dal numero uno dell’Antitrust, dall’altra, non è certo auspicabile un continuo aggiornamento della lista; situazione che ha già creato diversi disagi agli utenti, in fase di switch off.

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