PEC: eliminata l’obbligatorietà; una vittoria di “Cittadini di Internet”

di Marina Mancini

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Votata alla Camera una modifica sostanziale che riguarda la posta elettronica certificata: l'associazione "Cittadini di Internet" aveva presentato una denuncia all'UE

Eliminata l’obbligatorietà della PEC, la posta elettronica certificata, una prerogativa tutta italiana.

Con il voto di fiducia posta dal Governo sull’approvazione dell’articolo
unico nel testo delle Commissioni del disegno di legge (C1972) di conversione del decreto anti-crisi (D.L.
185/2008
), l’articolo 16 dello stesso decreto ha subìto delle rilevanti modifiche.

Soddisfatto Massimo Penco, presidente di “Cittadini di Internet“, l’associazione che aveva chiesto un provvedimento di urgenza all’Unione europea in merito alla procedura d’infrazione contro lo Stato Italiano per inadempimento delle norme comunitarie in materia di firma elettronica, posta elettronica certificata e fatturazione elettronica.

«Finalmente, ci ascoltano» – è stato il commento di Penco – «è un buon inizio che forse permetterà di non far sanzionare l’Italia per l’ennesima volta».

Come riportato nel comunicato, anche su Wikipedia, la più grande enciclopedia libera della rete, a proposito della PEC si legge: "è uno standard solamente italiano e per adesso nessun altro paese nel mondo ha sentito l’esigenza di creare un equivalente. Questo proprio perché la PEC è praticamente equivalente ad un’email tradizionale tranne per il fatto che è molto più costosa. Tecniche di firma digitale e di tracciamento della consegna equivalenti e gratuite sono già disponibili per le
email tradizionali da diversi anni. Non c’è quindi nessun vantaggio concreto ad usare la PEC al posto di un’email tradizionale con le dovute accortezze".

Con le modifiche la norma prevede dunque che le imprese costituite in forma societaria sono tenute a indicare il proprio indirizzo di posta elettronica certificata nella domanda di iscrizione al registro delle imprese ma anche o analogo indirizzo di posta elettronica basato su tecnologie che certifichino data e ora sia dell’invio sia della ricezione delle comunicazioni e l’integrità del loro contenuto.

In questo modo si attuano la
direttiva comunitaria 93/99
e l’articolo 15/2 della legge Bassanini 59 97.