Software libero per la PA in Lombardia

di Lorenzo Gennari

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Lanciata una petizione online affinché la Regione approvi il progetto di legge per il software libero. Obiettivo: accelerare i tempi di discussione

Il progetto di legge è pronto, ma giace da otto mesi in Consiglio regionale. Per questo motivo, sotto la guida del Tavolo Regionale Politica del software nella Pubblica Amministrazione, il consigliere dei Verdi Marcello Saponaro ha deciso di lanciare una petizione online per cercare di velocizzare l’approvazione del Progetto di Legge «Contributo alla competitività e all’innovazione della Pubblica Amministrazione lombarda attraverso l’utilizzo di formati aperti e FLOSS per la gestione dei dati elettronici».

Messi a punto dallo stesso Tavolo Regionale, i 13 articoli del progetto sono stati elaborati al fine di liberalizzare, innovare e rendere più efficace e competitiva la pubblica amministrazione lombarda.

Oltre al consigliere Marcello Saponaro, primo firmatario, il progetto di legge era già stato sottoscritto anche da tutti i gruppi del centrosinistra e da Silvia Ferretto di AN (gruppo misto).

All’indirizzo politicadelsoftware.openlabs.it è possibile firmare la petizione. Nel testo si legge: «L’utilizzo di software libero e open-source non è una mera posizione ideologica. È già utilizzato da governi e amministrazioni locali in Italia e in Europa, indipendentemente dallo schieramento politico. Esso è, infatti, una grande occasione di sviluppo per la società e per la pubblica amministrazione.

Consente di controllare direttamente come funzionano i programmi per elaboratore, tutelando tra l’altro in modo più adatto i dati sensibili per la privacy dei cittadini; di ridurre i costi delle licenze per l’uso di software; di avere computer che possono dialogare tra di loro, indipendentemente dalla marca e dal modello; di agevolare gli imprenditori e gli sviluppatori di software locali; di sviluppare un sistema produttivo basato sulla creazione invece che sull’importazione di tecnologie essenziali; di aprire nuove possibilità di lavoro altamente qualificato per i giovani nel settore cruciale della tecnologia; di ottimizzare gli investimenti della pubblica amministrazione; di ridurre il divario digitale, offrendo ai cittadini la possibilità di avvalersi di strumenti facilmente accessibili».

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