Banca Mondiale: troppe tasse per le imprese italiane

di Alessandro Vinciarelli

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Gli eccessivi oneri fiscali riducono la crescita e ostacolano il business delle imprese italiane. Lo dice uno studio della Banca Mondiale, che stila la classifica globale

Ancora una volta è tristemente bocciata l’Italia per peso fiscale, fattori di crescita e grado di riforme apportate nel 2009: il report Paying Taxes 2009 la colloca al 136esimo posto su 181 nazioni campione e agli ultimi posti nella UE.

Lo studio è stato realizzato da PricewaterhouseCoopers, in collaborazione con la Banca mondiale.

Meglio di noi non solo Svezia o Francia, ma persino la Russia. Le nostre imprese, troppo vessate dalla pressione fiscale e dagli eccessivi adempimenti, non sono in grado di produrre di più, anche solo per mancanza di tempo!

Internamente, una modernizzazione dei processi amministrativi e di pagamento, invece, consentirebbe alle aziende di snellire le proprie procedure e ridurre le spese accessorie.

Nell’analisi, che ha valutato il caso di una media industria manifatturiera, emerge che in Italia sono 15 le imposte aziendali che richiedono alle imprese di dedicarvi tempo e risorse, con un impegno di tempo (necessario per provvedere agli adempimenti e ai pagamenti) di ben 334 ore.

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