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Calcolo IMU per aziende: 1159 euro con la manovra finanziaria

di Noemi Ricci

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Come calcolare l'ammontare dell'IMU a carico delle imprese: introdotta con la manovra finanziaria Monti, la nuova tassa costerà 1159 euro in più secondo i calcoli della Cgia Mestre.

L’Imu, introdotta con la manovra finanziaria Monti, comporterà un aumento della pressione fiscale a carico delle imprese italiane per oltre 1000 euro l’anno, a partire dal 2012. A lanciare l’allarme è stato il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi, sulla base delle stime elaborate dall’Ufficio studi dell’associazione.

Come calcolare l’Imu

L’Imu, lo ricordiamo, rappresenta l’imposta inserita nella manovra finanziaria attualmente allo studio del Governo Monti, che sostituirà l’Ici sugli immobili strumentali, ovvero di commercianti, negozianti, artigiani, uffici e capannoni industriali, oltre a gravare sull’Ici per le prime case e assorbire Ici e Irpef sui redditi fondiari delle seconde case.

La simulazione

La Cgia Mestre ha effettuato una simulazione degli effetti che l’Imu avrà sui bilanci delle aziende italiane e ne è emerso un totale annuo di 1.159 euro in più rispetto alle tasse pagate attualmente, per un aggravio fiscale pari a 1,57 miliardi di euro.

Più in particolare, in totale i negozianti pagheranno 219,5 milioni di euro in più nel 2012 (569 euro ad azienda); i liberi professionisti 262 milioni di euro (949 euro in più ad azienda); gli industriali e gli artigiani 1,09 miliardi di euro (1566 euro ad azienda).

Per effettuare il calcolo, i fattori presi in considerazione sono stati:

  • un’aliquota Imu sugli immobili nei quali vengono svolte le attività imprenditoriali del 7,6 per mille;
  • una Ici pari al 6,4 per mille;
  • la rivalutazione dei coefficienti moltiplicatori che verranno applicati alle rendite catastali previste dalla manovra finanziaria: 55 per i negozi e le botteghe (prima 34), 80 per gli uffici e gli studi privati (prima 50), 160 per i laboratori artigianali (100) e 60 per i capannoni industriali e gli alberghi (50).

«Il risultato emerso da questa elaborazione ha confermato la grande preoccupazione sollevata in questi giorni da molti osservatori: ovvero, che lo scambio tra l’Ici e l’Imu rischia di non portare nessun vantaggio alle imprese. Anzi è molto probabile, se non saranno introdotte delle modifiche applicative, che dal 2012 le imprese ed i liberi professionisti subiranno un ulteriore aggravio fiscale difficilmente sostenibile» ha dichiarato Bortolussi.

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