IMU: calcolare la rendita catastale anche di immobili fantasma

di Barbara Weisz

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Come ottenere la visura o rendita catastale per calcolare l'IMU: tutte le opzioni per il contribuente, compresi i servizi online per richiederla in pochi click sul sito dell'Agenzia del Territorio,di Poste Italiane o dei Comuni,

Per il calcolo IMU il primo dato da inserire è la rendita catastale, ma a volte trovarla può non essere facile: non sempre si ha sotto mano il contratto di compravendita o non si sa come richiedere online apposita visura catastale, che tra l’altro è in genere a pagamento.

Vediamo allora quali sono tutte le opzioni e i passaggi per per conoscere la rendita catastale del proprio immobile (diversa dal suo valore) ai fini del pagamento IMU.

Atto di compravendita

La prima opzione (la più semplice) è naturalmente la consultazione dell’contratto di compravendita dell’immobile, che riporta obbligatoriamente la rendita catastale.

In genere, si trova alla terza pagina o comunque nella parte dell’atto notarile che indica la categoria dell’immobile e, appunto, la rendita catastale (RC).

Visura catastale cartacea e online

La seconda alternativa per risalire alla rendita catastale consiste nel richiedere un’apposita visura catastale. Attenzione, spesso si tratta di un servizio a pagamento, anche se rimane nell’ordine di pochi euro.

1. Per ottenerla, ci si può rivolgere all’Agenzia del Territorio (Catasto) recandosi allo sportello più vicino.

2. Spesso anche i CAF (centri di assistenza fiscale) mettono a disposizione il servizio.

3. Anche Poste Italiane offre un servizio di consegna web delle visure catastali: basta registrarsi gratuitamente, selezionare la categoria di utenza (Privati – Professionisti e PMI – Imprese e PA) e poi visitare la sezione Servizi Online. Tra i servizi Certitel compare anche la richiesta di documenti catastali. L’invio è a pagamento e si può acquistare direttamente dal sito di Poste Italiane con carta di credito e farsi recapitare la visura nella propria casella di posta che viene creato sul portale.

Rendita catastale online

Esiste anche la possibilità di calcolare la rendita catastale online: c’è un servizio web dell’Agenzia del Territorio.  Bisogna andare sull’apposita pagina del sito del Catasto e dopo essere entrati inserire:

  • codice fiscale;
  • identificativi catastali (comune, sezione, foglio e particella);
  • la provincia in cui si trova l’immobile.

Il servizio è completamente gratuito.

2. Molti Comuni italiani, inoltre, mettono a disposizione procedure per ottene la rendita catastale, anche gratuitamente.  Quindi prima di muoversi conviene sempre andare sul sito del Comune di appartenenza e verificare quali sono gli strumenti a disposizione.

Case “fantasma”

Per gli edifici sconosciuti al Catasto (circa un milione di immobili, che di fatto non sono mai stati registrati o su cui sono stati effettuati interventi non dichiarati), per mettere i contribuenti nella condizione di ottenerne la rendita e quindi di calcolare e pagare l’IMU, è stata attribuita una rendita catastale presunta, notificata attraverso la pubblicazione sull’Albo pretorio dei Comuni.

Consultando l’Albo è possibile conoscere la rendita catastale da cui partire per calcolare l’IMU. Per contestare la rendita presunta si ha tempo di presentare ricorso fino al 2 luglio. Nel frattempo, però, deve pagare l’acconto sulla base di tale rendita ed eventualmente poi si può chiedere un rimborso).

L’Agenzia del Territorio ha diramato un comunicato in cui sottolinea che la rendita presunta è transitoria. I titolari degli immobili (ai sensi della Legge Fiscale 44/2012 e del Decreto Legislativo 23/2011 sul federalismo fiscale), devono presentare gli aggiornamenti catastali entro il 3 settembre 2012: in caso contrario, arriveranno le sanzioni, quadruplicate.

Rendita catastale e valore dell’immobile

Attenzione: la rendita catastale non è il valore dell’immobile, che va calcolato a partire dalla rendita catastale rivalutata del 5% (moltiplicare la rendita per 1,05), e poi moltiplicando il risultato per il coefficiente relativo alla categoria dell’immobile:

  • Fabbricati classificati nelle categorie catastali A (tranne la categoria A/10), C/2, C/6 e C/7, in pratica le abitazioni e le pertinenze: moltiplicatore 160.
  • Fabbricati delle categorie catastali B, C/3, C/4 e C/5, ovvero uffici pubblici, magazzini, laboratori: moltiplicatore 140.
  • Fabbricati classificati nelle categorie catastali A/10 e D/5 (uffici e banche): moltiplicatore 80.
  • Fabbricati classificati nel gruppo catastale D, ad eccezione della categoria D/5. Si tratta di opifici, alberghi, fabbricati con funzioni produttive connesse all’agricoltura: moltiplicatore 60, elevato a 65 a decorrere dal primo gennaio 2013.
  • Fabbricati classificati nella categoria catastale C/1, ovvero i negozi: moltiplicatore 55.

Calcolato il valore dell’immobile  bisogna applicare le aliquote IMU (prima casa o altri edifici), e applicare le eventuali detrazioni.

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