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Mancati Pagamenti Imprese: Report 2012

di Francesca Vinciarelli

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Il fenomeno dei mancati pagamenti alle imprese continua ad aumentare anche nel primo trimestre 2012 e vede ormai coinvolto anche l'export: i dati del Rapporto sui Mancati Pagamenti realizzato da Euler Hermes Italia.

Il fenomeno dei mancati pagamenti alle imprese risulta in aumento nel primo trimestre 2012

Il ritardo nei pagamenti dalla PA è da sempre uno dei problemi più seri tra quelli che affliggono le PMI. Il Governo negli ultimi tempi sta studiando una soluzione che porti le imprese a risollevarsi dalla crisi, che risulta quanto mai aggravata dal fenomeno dei mancati pagamenti che non vede coinvolte solo le Amministrazioni Pubbliche, ma anche le imprese stesse.

Le imprese in Italia, infatti, sono inadempienti anche tra di loro, il Rapporto sui Mancati Pagamenti realizzato da Euler Hermes Italia, società del gruppo Allianz specializzata nell’assicurazione crediti, rivela che il problema si sta ampliando sempre di più facendo registrare una crescita del +38% del numero di mancati pagamenti nei primi tre mesi del 2012.

Anche gli importi medi che tardano ad arrivare è cresciuto rispetto al primo trimestre 2011 (+19%).

E il problema è che anche sul fronte dell’export, mercato che aveva tenuto nel corso del 2011, si evidenziano peggioramenti: cresce del +18% il numero di mancati pagamenti e del +23% l’importo medio degli stessi.

A spiegare il deterioramento che ormai ha coinvolto anche le esportazioni è Michele Pignotti, Capo della Regione Paesi Mediterranei,Africa & Middle East di Euler Hermes e Country Manager di Euler Hermes Italia: sul fronte dell’export «si evidenzia un peggioramento dei pagamenti soprattutto in termini di importi medi. Ad incidere su quest’ultimo dato, gli incrementi registrati nei settori dell’agroalimentare e l’edilizia verso le economie in difficoltà come Spagna, Grecia e Portogallo e della meccanica e siderurgia verso l’Austria, la Polonia e la Repubblica Slovacca».

In generale «i mancati pagamenti in Italia proseguono il trend di crescita anche nel 1º trimestre 2012. Sul mercato interno le variazioni negative più rilevanti riguardano proprio alcuni settori del made in Italy maggiormente colpiti dalla crisi dei consumi come le calzature o dal rialzo dei prezzi energetici come la carta. Mostrano difficoltà anche i settori ad alto valore aggiunto come la siderurgia, la meccanica e l’energia, protagonisti della ripresa di fine 2010/inizio 2011, che rischiano di contagiare importanti settori a valle collegati» prosegue Pignotti.

«In un clima di generale incertezza economica, specie in Europa le imprese italiane hanno la necessità di restare agganciate al treno della crescita dei BRICS e delle economie in crescita dell’Area Med quali la Turchia ed alcuni Paesi del Nord Africa, che dopo un anno di tumulti, saranno pronti a ripartire verso una ricostruzione più solida dei principali indicatori economici» ha quindi concluso Pignotti.

Ricordiamo che l’analisi viene effettuata da Euler Hermes Italia ogni trimestre, in ogni Regione e nei principali settori merceologici, sulla base dei dati presenti nella propria banca dati fatta di circa 450.000 aziende per valutare lo stato di salute del sistema produttivo nazionale.

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