L’IVA nel concordato preventivo

di Francesca Pietroforte

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Il concordato preventivo non legittima l’omissione del pagamento IVA: regole comunitarie e sentenze di Cassazione.

L’accesso al concordato preventivo non esclude il pagamento IVA, legittimando il reato di omesso versamento dell’imposta, che rappresenta un obbligo giuridico e non limitato da una scelta privatistica da parte dell’imprenditore. Ciò è quanto emerso dalla sentenza della Cassazione n. 12912 del 31 marzo 2016.

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Precedentemente, la Cassazione aveva ritenuto che, in presenza di concordato preventivo, non è possibile ipotizzare il reato per omesso versamento IVA a carico del legale rappresentante se il versamento sia da effettuarsi successivamente alla domanda di ammissione al concordato.

Il sistema concordatario previsto dalla procedura concorsuale prevede infatti che il tributo venga versato solo quando gli organi della procedura avranno realizzato gli scopi previsti ed omologati dal Giudice.

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Tuttavia, nel caso in oggetto, la Cassazione ha specificato che l’ammissione alla procedura, seppure antecedente alla scadenza per il versamento IVA, non esclude il reato previsto dall’art. 10 ter D.lgs. 10 marzo 2000, n. 74. Questo perché, come già osservato, in termini comunitari gli Stati membri sono tenuti a garantire la riscossione sul proprio territorio; la disciplina del concordato preventivo, inoltre, ne impone il pagamento integrale.