C’è tempo fino al 15 maggio 2026 per presentare il rapporto sulla situazione del personale maschile e femminile relativa al biennio 2024-2025, adempimento in materia di pari opportunità che coinvolge tutte le imprese pubbliche e private con più di 50 dipendenti.
A comunicare il rinvio della scadenza è il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, segnalando alcune difficoltà tecniche nella procedura di presentazione del rapporto attraverso il portale ufficiale. Dal 1° marzo, infatti, il portale Servizi Lavoro mette a disposizione il modello telematico aggiornato per la compilazione.
Chi è obbligato e cosa prevede il Codice delle Pari Opportunità
L’obbligo di redigere il rapporto biennale sulla situazione del personale è previsto dall’articolo 46 del Codice delle Pari Opportunità (dlgs 198/2006), modificato dalla legge 162/2021. Fino al biennio precedente, la soglia era fissata a 100 dipendenti: oggi riguarda tutte le aziende con più di 50 dipendenti. Il documento deve fotografare la composizione del personale maschile e femminile in ogni professione, con riferimento a:
- stato delle assunzioni e della formazione;
- promozioni professionali, livelli e passaggi di categoria;
- fenomeni di mobilità e ricorso alla Cassa integrazione guadagni;
- licenziamenti, prepensionamenti e pensionamenti;
- retribuzione effettivamente corrisposta per genere.
Per le aziende sotto i 50 dipendenti la trasmissione resta volontaria. I chiarimenti del Ministero del Lavoro sul rapporto biennale precisano anche le modalità di computo dei dipendenti e i criteri per la corretta compilazione del modello.
Entro la scadenza di legge, il legale rappresentante deve trasmettere copia del rapporto e della ricevuta anche alle RSA — le rappresentanze sindacali aziendali. Le regole generali di compilazione restano quelle stabilite dal decreto interministeriale del 3 giugno 2024.
Come si compila e si invia il rapporto sulla parità
Le imprese con obbligo di invio del report devono trasmettere il documento esclusivamente in modalità telematica, accedendo al portale servizi.lavoro.gov.it con le credenziali aziendali. Il modello precompilato è disponibile dalla sezione dedicata dal 1° marzo 2026.
Una delle novità più utili dell’applicativo è la possibilità di caricare i dati del biennio precedente già inseriti in piattaforma, aggiornandoli per il periodo 2024-2025 senza dover ricominciare da zero. È disponibile anche la funzionalità di upload in formato .xls.
Appalti pubblici con regime transitorio
Le aziende che intendono partecipare a procedure pubbliche per le quali sia richiesta la presentazione del rapporto biennale possono, fino alla scadenza di legge per il nuovo documento, produrre copia di quello già presentato per il biennio 2022/2023. Dovranno poi integrare la documentazione con il nuovo rapporto 2024/2025 entro il termine ordinario. Una finestra utile per chi è ancora in fase di raccolta dati e deve partecipare a gare nel frattempo.
Sanzioni per chi non invia o trasmette dati errati
Le conseguenze per le aziende inadempienti sono articolate su due livelli distinti. In caso di mancata trasmissione — anche dopo l’invito alla regolarizzazione dell’Ispettorato del Lavoro — si applicano le sanzioni previste dall’art. 11 del DPR 520/1955. Se l’inottemperanza si protrae oltre 12 mesi, scatta la sospensione per un anno di tutti i benefici contributivi in godimento (art. 46, comma 4, dlgs 198/2006). In caso di rapporto mendace o incompleto, l’Ispettorato nazionale del lavoro può applicare una sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 5.000 euro (art. 46, comma 4-bis, dlgs 198/2006).
Il rapporto biennale si inserisce oggi in un quadro normativo in rapida evoluzione. L’Italia ha infatti recepito la Direttiva UE 2023/970 sulla trasparenza salariale, che introduce obblighi aggiuntivi, dal 7 giugno 2026, di reportistica sul divario retributivo di genere per le imprese sopra i 100 dipendenti, con scadenze progressive fino al 2031 per le realtà più piccole.
Le aziende che già compilano il rapporto biennale si trovano in posizione privilegiata rispetto ai nuovi adempimenti, avendo già strutturato la raccolta dei dati richiesti.