L’Italia è chiamata a recepire la Direttiva europea sulla trasparenza salariale, che introduce nuovi obblighi informativi per le imprese in materia di politiche retributive. Il termine per il recepimento è fissato al 7 giugno 2026, data entro la quale dovrà essere approvata la normativa nazionale di attuazione.
Uno degli snodi centrali della Direttiva riguarda l’introduzione di un rapporto sulla trasparenza salariale, finalizzato a rendere misurabile e confrontabile il divario retributivo di genere all’interno delle organizzazioni.
Quali imprese sono obbligate al rapporto di trasparenza salariale
L’obbligo di redazione del rapporto non riguarda tutte le aziende indistintamente, ma si applica sulla base di una soglia dimensionale. La Direttiva prevede un’entrata in vigore graduale:
- imprese con almeno 150 dipendenti: primo rapporto entro il 7 luglio 2027;
- imprese con almeno 100 dipendenti: primo rapporto entro il 7 luglio 2031.
Per le aziende al di sotto dei 100 dipendenti l’adesione resta facoltativa.
Contenuto del rapporto sulla trasparenza retributiva
Il rapporto dovrà includere una serie di informazioni standardizzate, utili a fotografare le politiche retributive aziendali. In particolare, dovranno essere indicati:
- il divario retributivo di genere complessivo;
- le differenze nelle componenti variabili della retribuzione;
- i dati retributivi suddivisi per categorie di lavoratori;
- la percentuale di uomini e donne che beneficiano di premi, bonus o altri elementi accessori.
Diritto di accesso alle informazioni per i lavoratori
La Direttiva rafforza il diritto dei dipendenti all’informazione. I lavoratori potranno conoscere i dati relativi alle politiche retributive applicate e ai criteri utilizzati per determinare stipendi e progressioni economiche.
Divari superiori al 5% e obblighi correttivi
Se dal rapporto emergono divari retributivi superiori al 5% non giustificati da criteri oggettivi, l’azienda dispone di sei mesi per adottare misure correttive. In assenza di interventi, sarà necessario procedere a una valutazione congiunta delle politiche retributive, coinvolgendo le rappresentanze dei lavoratori.
Sanzioni e normativa nazionale di recepimento
La legge di recepimento italiana dovrà definire nel dettaglio adempimenti, controlli e regime sanzionatorio in caso di violazioni. Il quadro sanzionatorio sarà un elemento centrale per garantire l’effettiva applicazione delle nuove regole sulla trasparenza salariale.