Riforma fiscale, Franco: IRPEF più equa, riordino IVA

di Barbara Weisz

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Verso il Ddl delega di riforma fiscale: revisione scaglioni IRPEF e aliquote IVA, Flat tax con uscita soft tra i primi interventi in programma.

Riduzione IRPEF sui redditi medio-bassi e del cuneo fiscale, semplificazioni per famiglie e imprese, correttivi flat tax nel regime forfettario, rimodulazioni IVA a parità di gettito, eliminazione programmata dell’IRAP: sono alcune delle indicazioni fornite dal ministro dell’Economia, Daniele Franco, in Audizione alle Commissione riunite Bilancio di Camera e Senato sulla riforma fiscale. Il Governo, ha confermato il ministro, «presenterà a breve un Ddl delega al Parlamento», che però non è ancora in calendario, come ha spiegato nelle scorse ore il Premier Mario Draghi, rivolgendosi alla stampa in altra sede.

Le basi della riforma fiscale

La base di partenza resta l’indagine conoscitiva del Parlamento, che Franco ha analizzato punto per punto nel corso dell’Audizione. Lo sforzo è quello di mettere a punto una riforma coerente, che affronti tutti i nodi strutturali del sistema, fra i quali l’alta pressione fiscale, la distorsione sui fattori produttivi, l’evasione, l’eccessiva complessità del sistema.

Sarà una riforma «ampia e organica», sulla base del principio citato dal premier in sede di presentazione del programma di Governo, e ricordata dal ministro: non è una buona idea cambiare le tasse una alla volta. Detto questo, non essendoci per ora risorse sufficienti per procedere subito in maniera strutturale, si procederà per gradi ma sulla base di un piano onnicomprensivo, che si attuerà gradualmente. Fin da subito sfruttando le risorse in Legge di Bilancio e attuando correttivi a costo zero (redistribuzioni a parità di gettito IVA, per esempio).

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Riordino agevolazioni e tasse

La pressione fiscale in Italia, ricorda Franco, nel 2019 è stata pari al 42,3%, quasi due punti sopra la media euro, che è già elevata rispetto alla media mondiale. Di seguito alcuni degli interventi su cui il ministro si è soffermato.

  • Riordino eccezioni ai regimi ordinari, che rendono complicato assicurare parità di trattamento fra contribuenti con la stessa capacità contributiva: il Governo è intenzionato a mantenere il forfettario con flat tax ma con adeguati correttivi, come quelli suggeriti per l’uscita progressiva al superamento della soglia dei 65mila euro.

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  • Eliminazione IRAP, che nel corso degli anni è stata a più riprese modificata e che andrebbe eliminata, ma bisogna capire come farlo. «Il superamento dell’IRAP è certamente una priorità da perseguire rapidamente ma è una riforma complessa e va sostenuta da analisi approfondite».
  • Rimodulazione scaglioni IRPEF: quelli attuali la rendono «molto progressiva a livelli bassi di reddito, e poco progressiva per i livelli elevati».

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  • Semplificazione e stabilità: «un sistema fiscale efficace ed efficiente deve essere prevedibile e stabile», bisogna superare l’attuale molteplicità di tributi minori, alcuni dei quali sono micro tributi. Anche in considerazione del fatto che la complessità del sistema fiscale aumenta significativamente il ricorso al contenzioso.
  • Riduzione del cuneo fiscale: il costo del lavoro è 5 punti sopra alla media europea, 11 punti sopra quella dei paesi OCSE. L’elevato prelievo sul lavoro dipendente non favorisce certo l’occupazione e «insieme alla dinamica della produttività, il tasso di occupazione è il nostro problema principale» sottolinea il ministero, citando i livelli particolarmente bassi per giovani, donne e Sud.
  • Lotta all’evasione.
  • Aliquote IVA: non si esclude di abbassare quella ordinaria ricalibrando quelle più basse, il tutto a parità di gettito.