Lavoro: quali ritenute sui redditi prodotti all’estero

di Redazione PMI.it

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Le Entrate chiariscono l'imponibilità dei redditi prodotti all'estero e la corretta compilazione della CU da parte del sostituto d'imposta.

Con la risposta n. 36/2020 l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito all’imponibilità dei redditi di lavoro prodotti in Italia da un lavoratore non fiscalmente residente nel territorio dello Stato.

Dubbi in merito sono stati sollevati da una società che ha alle proprie dipendenze un dirigente il quale presta attività lavorativa in sedi estere e che, pertanto, non risulta fiscalmente residente in Italia.

La questione nasce dalla considerazione che, secondo il TUIR, sono imponibili in Italia solo i redditi derivanti da attività lavorativa prestata nel territorio italiano. L’istante quindi, in qualità di sostituto d’imposta, chiedeva alle Entrate quale reddito dovesse assoggettare a ritenuta alla fonte. Se solo il solo reddito prodotto in Italia, escludendo la parte di reddito relativa ai giorni trascorsi all’estero, o entrambi.

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Reddito imponibile: il calcolo

Rispondendo all’interpello, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che per determinare il reddito di lavoro dipendente imponibile in Italia occorre fare riferimento al rapporto tra il numero di giorni durante i quali la prestazione lavorativa è svolta nel nostro Paese e il periodo totale che da diritto ad ottenere la retribuzione, precisando che il numero di giorni indicati al numeratore e al denominatore devono essere individuati con criteri omogenei, al netto delle festività, week end e ferie (vedi circolare n. 17/E/2017).

Lavoro all’estero: compilazione CU

Nel compilare la Certificazione Unica, nella sezione “Dati fiscali”, il sostituto d’imposta deve indicare:

  • il totale della retribuzione imponibile in Italia;
  • il numero dei giorni di lavoro prestati in Italia per i quali il dipendente ha diritto alla detrazione di cui all’art. 13 del TUIR;
  • la data di inizio del rapporto di lavoro, che il lavoratore è ancora in forza al 31 dicembre;
  • il codice 4 previsto per segnalare le ipotesi in cui non vi è coincidenza tra i giorni che danno diritto alle detrazioni e la durata del rapporto.
  • => Certificazione Unica: le novità del Modello CU 2020

Tornando al caso esaminato dal Fisco, i redditi risultano parzialmente esentati da imposizione in Italia in quanto il percipiente risiede in uno Stato estero con cui è in vigore la Convenzione contro le doppie imposizioni.

In questo caso e in quelli analoghi, il sostituto d’imposta deve compilare la sezione “Altri dati” indicando l’ammontare di reddito escluso dalla tassazione.

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