Ravvedimento operoso cedolare secca: regole e calcolo

di Noemi Ricci

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Come si applica l'istituto ravvedimento operoso ai mancati adempimenti in tema di cedolare secca e in particolare alla tardiva comunicazione della proroga dell'opzione.

In caso di contratti di locazione per i quali si è esercitata l’opzione della cedolare secca, è possibile ricorrere all’istituto del ravvedimento operoso sia con riferimento all’eventuale omesso versamento dell’imposta che alla mancata comunicazione dell’esercizio dell’opzione nella dichiarazione.

Proroga tardiva della cedolare secca

A chiarire la possibilità di applicare l’stituto del ravvedimento operoso all’omessa comunicazione della proroga della cedolare secca è stata la stessa Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 115/E/2017, con la quale viene chiarito. Il chiarimento riguardava i dubbisorti a seguito delle modifiche apportate dall’art. 7-quater, comma 24 del DL n. 193/2016 (conv. L. n. 225/2016) all’art. 3 comma 3 del DLgs. 23/2011, secondo il quale la mancata comunicazione di proroga poteva costare la decadenza dal regime della cedolare secca. Tale modifica, invece, ha previsto che:

Alla mancata comunicazione della proroga del contratto di locazione non consegue la perdita dell’imposizione sostitutiva, a condizione che il contraente tenga un comportamento coerente con la volontà di mantenere l’opzione che si concretizza evitando gli aumenti ISTAT, omettendo di versare l’imposta di registro, effettuando i versamenti della cedolare previa corretta indicazione dei redditi da cedolare nel modello dichiarativo;
alla mancata comunicazione della proroga (anche tacita) o della risoluzione del contratto di locazione con opzione per la cedolare secca dovrà applicarsi la sanzione di 100 euro oppure 50 euro se la comunicazione avviene con ritardo non superiore a 30 giorni.

Dunque in caso di tardiva comunicazione della proroga della cedolare secca, si può usufruire dell’applicazione dell’istituto del ravvedimento operoso alle sanzioni di 50 e 100 euro con riduzioni  proporzionali al ritardo con il quale si effettua l’adempimento, come previsto dall’art. 13 del D.Lgs. 472/1997:

  • entro 30 giorni la sanzione di 50 euro viene ridotta a 1/9, diventando pari a 5,56 euro;
  • dal 31esimo giorno fino al 90esimo la riduzione a 1/9 si applica alla sanzione di 100 euro, diventando 11,12 euro;
  • dal 91esimo giorno alla sanzione di 100 euro si applica la riduzione a 1/8, diventando di 12,50 euro;
  • dopo un anno, ma entro il secondo, la sanzione di 100 euro  viene ridotta a 1/7, diventando pari a 14,28 euro;
  • dopo il secondo anno la sanzione si riduce di 1/6, diventando di 16,67 euro.

Omesso versamento acconto

Qualora non si sia versato l’acconto della cedolare secca in tempo, è possibile procedere con il versamento mediante nuovo ravvedimento operoso utilizzando il codice tributo sanzione 8913 e  gli interessi con codice tributo 1992.