Ravvedimento operoso

Con il ravvedimento operoso, il contribuente può sanare un ritardo o errore di pagamento di un’imposta, a condizione che effettui il versamento di regolarizzazione in maniera spontanea (senza aver già ricevuto notifica, verfifica o accertamento fiscale) e nei termini stabiliti.

A seconda dell’intervallo di tempo entro cui si effettua il ravvedimento, infatti, cambierà l’importo delle sanzioni da pagare (che comunque restano ridotte, rispetto al 30% standard): ravvedimento sprint: entro 14 giorni dopo la scadenza, sanzione 0,2%; ravvedimento breve: da 15 a 30 giorni di ritardo, sanzione 3%; ravvedimento lungo: da 30 giorni a un anno di ritardo, sanzione 3,75%.

In tutti i casi, oltre all’imposta e alla sanzione, sono dovuti gli interessi di mora, dal primo gennaio 2014 ridotto all’1%.

Se si utilizza il ravvedimento per la dichiarazione dei redditi, il ritardo non può superare i 90 giorni e la sanzione sarà di 25 euro.

Il pagamento si effettua tramite Modello F24 se si regolarizzano imposte dirette sui redditi (Irpef, Ires), imposte sostituive, Irap e IVA; tramite Modello F23 per imposta di registro e tributi indiretti; anche con Modello 24 Elementi Identificativi per l’imposta di registro sui contratti di locazione.

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Ravvedimento operoso contributi INPS: regole e sanzioni

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