Stato Patrimoniale: attivo e passivo delle imprese

di LavoroImpresa

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Stato PatrimonialeLo Stato Patrimoniale rappresenta la composizione qualitativa e quantitativa del patrimonio aziendale risultante dalla chiusura dell’esercizio. Va redatto in conformità a quanto stabilito dall’articolo 2424 del codice civile e riporta a sinistra i valori dell’attivo e a destra quelli del passivo. Il patrimonio netto di chiusura dell’esercizio costituisce patrimonio netto di apertura dell’esercizio successivo e viene incrementato dagli utili ovvero decrementato dalle perdite del periodo.

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Per quanto riguarda le voci dell’attivo assume particolare importanza la distinzione tra immobilizzazioni è attivo circolante. Le immobilizzazioni sono costituite dai beni patrimoniali destinati ad essere utilizzati durevolmente. L’attivo circolante, invece, permette di rilevare la situazione finanziaria della società ossia la capacità dell’impresa di disporre di liquidità e mezzi equivalenti per far fronte alle passività. Pertanto, analizzando le voci dell’attivo e del passivo dello Stato Patrimoniale è possibile individuare la consistenza patrimoniale dell’impresa e l’equilibrio ovvero il disequilibrio finanziario. Ai fini della composizione dello Stato Patrimoniale occorre considerare quanto di seguito riportato:

  • le partecipazioni in altre imprese in misura non inferiore a quelle stabilite dal comma 3° dell’articolo 2359 del codice civile si presumono immobilizzazioni;
  • gli accantonamenti per rischi e oneri sono destinati a coprire perdite o debiti di natura determinata, di esistenza certa o probabile, dei quali alla chiusura dell’esercizio sono indeterminati l’ammontare o la data di sopravvenienza;
  • il trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato deve essere calcolato a norma dell’articolo 2120 del codice civile;
  • le attività oggetto di contratti di compravendita con obbligo di retrocessione a termine devono essere iscritte nello Stato Patrimoniale del venditore;
  • nella voce ratei e risconti attivi devono essere iscritti i proventi di competenza dell’esercizio esigibili in esercizi successivi e i costi sostenuti entro la chiusura dell’esercizio ma di competenza di esercizi successivi;
  • nella voce ratei e risconti passivi devono essere iscritti i costi di competenza dell’esercizio esigibili in esercizi successivi e i proventi percepiti entro la chiusura dell’esercizio ma di competenza di esercizi successivi.

L’articolo 2424 del codice civile disciplina, infine, i conti d’ordine. In particolare, in calce allo Stato Patrimoniale devono risultare le garanzie prestate direttamente o indirettamente, distinguendosi tra fideiussione, avalli, altre garanzie personali e garanzie reali. Inoltre devono essere indicate separatamente, per ciascun tipo, le garanzie prestate a favore di imprese controllate e collegate, nonché di controllanti ed imprese sottoposte al controllo di queste ultime.

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