Il paradigma Social nel Business delle imprese

di Cristiano Guarco

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Intervista a Rosario Sica di OpenKnowledge, a margine dell'edizione 2013 del Social Business Forum: nuovi trend, scenario tecnologico e modelli organizzativi in evoluzione.

La sesta edizione del Social Business Forum ha segnato un grande successo: sul tavolo, i temi più caldi in ambito Digital Marketing, Social Enterprise ed innovazione partecipata. PMI.it ne ha parlato con Rosario Sica*, co-fondatore della società organizzatrice, OpenKnowledge.

Quali sono i trend fondamentali nell’evoluzione del lavoro in azienda, insieme ai Social Media?

Il paradigma Social va oltre i Media comunemente intesi. Per l’azienda non si tratta solo di valutare l’impiego di canali quali Facebook e Twitter: i trend decisivi riguardano la capacità delle imprese di aprirsi a forme nuove e avanzate di networking partecipativo con clienti, dipendenti, fornitori e tutti gli altri stakeholder.

I Social Media sono la componente più visibile di un’evoluzione delle tecnologie digitali che sta accelerando, e che richiede trasformazioni radicali anche all’interno delle aziende stesse. Il rischio, per molte, è di non accorgersene in tempo.

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Da struttura piramidale a rete di collaborazione e condivisione?

Jacob Morgan intervenendo al Forum ha aggiornato una prospettiva da tempo al centro del dibattito sugli sviluppi dell’azienda spinti dalla rivoluzione digitale: la struttura gerarchica non è più un modello efficiente, anzi è un grave ostacolo alla flessibilità e plasticità richieste dalle condizioni odierne del mercato.

L’adozione del modello collaborativo fondato sulla partecipazione oggi fa già la differenza, e in un futuro molto vicino per molte imprese rappresenterà la condizione stessa per poter continuare a esistere e prosperare.

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Quanto è importante essere soddisfatti, fiduciosi e ottimisti in azienda?

“Redesign your business: Be Happy!” è stato il motto del SBF 2013.  Le aziende che riducono il peso della gerarchia e sposano il modello partecipativo sono più produttive e in grado di stare sul mercato. I dipendenti sono certamente più felici e ottimisti. E questo, a sua volta, accresce le motivazioni delle persone e costituisce una base importante per il successo economico dell’azienda.

Aziende troppo social e “cloud oriented” vedono aumentare i rischi di sicurezza, come rivela  un recente studio VMWare. Con l’IT aziendale messo in secondo piano. Esiste realmente questo pericolo?

Il problema non è banale e va attentamente studiato. Probabilmente è più rilevante in certi settori mentre in altri è marginale. D’altra parte, anche il vivere in società aperte (rispetto a quelle fortemente regimentate) ha i suoi costi, ma quasi sempre i vantaggi sono superiori agli svantaggi. La dinamica più verosimile è quella per cui vedremo aumentare da un lato i rischi di sicurezza, dall’altro i software e gli strumenti per contenerli.

La testa di ponte per i Social Media è stata la Consumerizzazione dell’IT. Quanto ancora si può spingere questo fenomeno in apparenza inarrestabile?

Nell’adozione delle nuove tecnologie comunicative i consumatori sono più avanti dell’IT di molte aziende. Il fenomeno è sorprendente, ma non privo di aspetti positivi: anche se certe imprese sono in difficoltà, molte altre ne stanno traendo stimoli positivi sul terreno dell’innovazione. Di sicuro il tempo in cui l’utente/consumatore stava al suo posto, lasciando alle imprese l’iniziativa negli sviluppi e nelle applicazioni digitali, è finito per sempre.

=>Consumerizzazione IT: ecco il quadro italiano

Forum si è ricordato il valore della partecipazione come spinta all’appagamento non solo nel privato. Quanto è importante questa “connessione” tra le persone nel mondo del lavoro?

L’idea che vi sia un nesso profondo tra dinamiche collaborative e felicità delle persone è confermata da una quantità innumerevole di evidenze e contributi. Nel Forum abbiamo ritenuto opportuno sottolinearlo, anche per lanciare un messaggio vitale e positivo in un momento per molti aspetti scoraggiante.

Come vede lo scenario italiano alla luce dei case study presentati al SBF 2013?

La partecipazione diretta al Forum di tante aziende, interessate a presentare i loro case study in ambito social business, ha rappresentato un’importante conferma del fatto che questi temi sono capiti e condivisi da un numero crescente di player, anche in Italia. È un buon segnale e non possiamo che esserne molto soddisfatti.

Come vede passato, presente e futuro della “sua” creatura?

Il SBF negli anni ha avuto una crescita costante, che conferma l’intuizione iniziale del 2008: il Social Business sarebbe diventato terreno d’azione fondamentale per ogni tipo di azienda. Oggi è un tema mainstream, ma lo è solo da pochissimi anni ed il futuro riserva nuove evoluzioni. Per questo rinnoveremo il formato del Forum per renderlo ancora più stimolante e per favorire maggiormente le possibilità di dialogo e networking.

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*Rosario Sica, Fisico cibernetico, Master in Marketing e Comunicazione Sociale. Ha una significativa esperienza nella sperimentazione di metodologie innovative per la gestione della conoscenza. È stato consulente nel South Pacific Islands (Fiji) e Project Manager in Chile per il Ministero degli Esteri, in Australia per Telstra, in Vietnam per Médecins sans Frontières. In Italia ha lavorato per primarie società di Management Consulting. Nel 2008 ha co-fondato OpenKnowledge – società di consulenza specializzata sul social business, con sedi a Milano, Londra, Sydney e Shanghai – che dalla sua fondazione, ha lanciato il Social Business Forum, evento di riferimento in Europa sul Social Business (http://www.socialbusinessforum.com). Collabora con Università Italiane e straniere sui temi dei Social Media e Web 2.0. È autore di articoli e libri sull’uso delle tecnologie a supporto dei processi d’apprendimento e Social Business. È esperto di sviluppo organizzativo e Community Management.