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Legge di Stabilità promossa dall’UE

di Francesca Vinciarelli

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Promossa dall'UE la Legge di Stabilità 2015: nessuna procedura di infrazione ma è necessario un monitoraggio specifico e decise azioni politiche.

La Legge di Stabilità 2015 passa l’esame della Commissione Europea, questo significa che non ci sarà alcuna procedura per deficit eccessivo per l’Italia. Nel documento di analisi dei conti pubblici approvato dall’UE si legge:

“L’Italia sta sperimentando squilibri macroeconomici eccessivi che richiedono un’azione politica decisa e un monitoraggio specifico. In un contesto di crescita debole protratta nel tempo e di una produttività costantemente bassa i rischi che derivano da un livello molto alto del debito pubblico e dalla debolezza della competitività di costo e non sono aumentati considerevolmente. Da questo deriva la necessità di un’azione che riduca il rischio di effetti avversi sull’economia italiana e data la sua dimensione di conseguenze negative per l’unione economica e monetaria nel suo insieme, è particolarmente importante”.

=> Legge di Stabilità 2015: testo, novità e interventi

Tuttavia, spiega il Commissario UE agli Affari economici, Pierre Moscovici:

«Riteniamo che lo sforzo sul bilancio per il 2015 sia sufficiente, così abbiamo deciso di non aprire una procedura per deficit eccessivo nei confronti dell’Italia, ma abbiamo inviato una lettera al Governo italiano per richiamarlo all’impegno di ridurre il debito pubblico».

Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha così commentato il via libera dell’UE alla Legge di Stabilità:

«Siamo soddisfatti dell’opinione espressa dalla Commissione Europea sul bilancio italiano. Il riconoscimento della corretta impostazione che abbiamo dato alle finanze pubbliche è un risultato importante soprattutto perché solo pochi mesi fa non era per nulla scontato. La decisione della Commissione di non avviare una procedura è dovuta alla constatazione dell’esistenza di fattori esterni come il quadro macroeconomico negativo degli ultimi anni, ma soprattutto alle riforme strutturali attuate dal Governo italiano e a una politica economica che sostiene la crescita pur continuando nel percorso di risanamento dei conti pubblici».

In più, con riferimento alla recente Riforma del Lavoro, da Bruxelles sottolineano:

“Il Jobs Act italiano ha fatto decisivi cambiamenti nella legislazione di protezione del lavoro e nei benefici per la disoccupazione per migliorare l’entrata e l’uscita dal mercato del lavoro”.

Per quanto riguarda gli altri Stati Membri, ad essere promossi sono stati l’Italia ed il Belgio, mentre alla Francia è stato chiesto di accelerare le correzioni strutturali e le vengono concessi due anni in più per portare il deficit/PIL sotto il 3% e la Germania è stata nuovamente richiamata per il surplus eccessivo. La procedura per squilibrio eccessivo è stata invece aperta per Portogallo e Romania, mentre la Slovenia non è più un’osservata speciale dell’UE.