L’UE non fa sconti all’Italia di Renzi ma confida in Padoan

di Francesca Vinciarelli

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Italia ancora sorvegliato speciale dell'UE, che si aspetta molto dal governo Renzi e soprattutto dal neo-ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, in termini di crescita dell’economia e di riforme strutturali.

L’UE continua a tenere sotto controllo l’Italia e le riforme che il il nuovo Governo si appresta ad attuare. Secondo il Commissario Europeo, Olli Rehn, il neo-ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, sa che cosa fare per ravvivare la crescita essendo «autore di numerosi rapporti per aumentare la crescita dell’economia e sulle riforme strutturali». Le ultime indicazioni da parte dell’OCSE per l’Italia firmate da Padoan, in qualità di capo economista OCSE, sono state presentate proprio 24 ore prima che venisse nominato ministro dell’Economia e ora Rehn si aspetta che Padoan attui «in Italia le stesse indicazioni espresse in passato».

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Intanto il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, sembra aver rinunciato allo sforamento del 3% del rapporto deficit/PIL (limite imposto dall’UE) non avendolo inserito nel proprio programma né in Senato né alla Camera. Il motivo, dichiara il Premier è che «non è l’Europa a chiederci di tenere a posto i nostri conti. Lo dobbiamo ai nostri figli». Da sottolineare che Rehn, di fronte all’ipotesi di garantire uno sforamento del 3% all’Italia non si è dimostrato alquanto favorevole, sottolineando quanto il nostro Paese abbia già beneficiato più di altri dell’abbassamento dello spread sul debito sovrano tanto che il miglioramento della situazione nel 2014 e non l 2015 «riflette la circostanza che la spesa pubblica per interessi ha subito una sostanziale caduta».

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