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Unioncamere: Export traina ripresa, proposte per la crescita

di Francesca Vinciarelli

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Unioncamere: il Rapporto 2012 che fotografa la crisi italiana in lenta ripresa grazie all'Export e il pacchetto di proposte per il rilancio dei consumi e degli investimenti.

Il Rapporto Unioncamere 2012 ha fotografato il difficile momento economico dell’Italalia che nel 2012 perderà altri 130mila posti di lavoro e non vedrà una vera e, nonostante le stime BCE, propria crescita prima del 2013, quando il PIL salirà dello 0,8%.

PIL

In particolare sarà il Nord-Est a trainare la crescita (PIL 1,3%), mentre le più penalizzate saranno le regioni del Centro-Nord e Mezzogiorno.
Secondo le previsioni del Rapporto Unioncamere, diffuso in occasione della X Giornata dell’Economia, la flessione maggiore sarà dell’1,8% in Abruzzo, ma soprattutto del 2% in Molise e Basilicata.

Inoltre, secondo il report Unioncamere, «il difficile contesto economico continuerà a colpire soprattutto le imprese con meno di dieci dipendenti, più fortemente legate ai consumi interni».

Export

Dal punto di vista delle esportazioni, invece, sembra che il made in italy continui ad essere apprezzato e richiesto.
Positivo l’indicatore delle esportazioni (+2,8%nel 2012), con particolare successo per il Nord-Est (+3,1%) e per il Centro, guidato dalla Toscana, che dovrebbe registrare un +3,0%. Il Nord-Ovest, Lombardia in testa, si ferma ad un +2,8%. Anche in questo caso le imprese più piccole risultano le più penalizzate, poiché la dimensione non adeguata è la principale barriera all’export delle PMI.

Internazionalizzazione

Per questa ragione l’azione di supporto per l’internazionalizzazione delle Camere di commercio è rivolta principalmente alle PMI, che hanno già espresso le principali richieste alle istituzioni.

In primo luogo la semplificazione nelle procedure di erogazione dei servizi, soprattutto per le imprese già internazionalizzate (41,7% contro il 21,0%).

In secondo luogo la necessità di rafforzare il legame tra la rete italiana e quella internazionale nell’offerta di servizi all’internazionalizzazione.

Pacchetto di proposte

Il Presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello ha anche illustrato una serie di proposte per stimolare i consumi e gli investimenti in Italia a costo zero:  ammortizzare in 3 anni i nuovi investimenti; siglare un patto tra Governo e Camere di commercio per l’internazionalizzazione di 10mila imprese in 3 anni; definire in fretta nuove regole per evitare il fallimento delle imprese a causa del ritardo nei pagamenti della PA; rinvio IVA e IRAP per i primi 2 anni di attività delle nuove imprese innovative, di giovani, donne e immigrati..

Per stimolare gli investimenti si propone anche di consentire alle Camere di commercio di attivare Fondi strutturali sulla base delle proprie risorse e, per incentivare l’internazionalizzazione, di creare strumenti finanziari (fondi di investimento e di garanzia) ad hoc per le PMI.

Importante sarebbe anche rivedere Basilea 3 introducendo uno “supporting factor” per evitare che la rischiosità delle PMI venga assoggettato agli stessi criteri delle grandi imprese.

In ambito Lavoro, Unioncamere propone di introdurre un sistema di certificazione delle competenze volto a sostenere la riforma dell’apprendistato e, infine, in tema di semplificazioni, si propone di armonizzare le normative locali estendendo il modello dello Sportello unico delle attività produttive (SUAP) delle Camere di commercio a tutto il territorio nazionale.