Detassazione lavoro e banche: priorità per PMI

di Francesca Vinciarelli

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La detassazione del lavoro e il rapporto con le banche sono le priorità indicate dalla PMI per una ripresa competitiva del sistema industriale italiano: i dati dell'Osservatorio TickMark.

Le PMI chiedono misure per la detassazione sui costi del lavoro: lo rivela il primo Osservatorio “Verso quale futuro per l’impresa Italiana?”, condotto da TickMark sulle priorità delle piccole e medie imprese, per le quali anche il rapporto con le banche rappresenta un nodo cruciale.

Detassazione lavoro

Secondo il 61% delle PMI italiane, per una ripresa competitiva del sistema industriale italiano, è necessario che il lavoro venga detassato.

Positivo anche l’impatto di una maggiore e reale liberalizzazione per il 29% del campione intervistato, meno invece quello delle nuove infrastrutture che ottiene solo il 10% dei consensi.

Il 54% degli imprenditori ritiene che le imprese debbano imparare a valutare con maggiore competenza tecnica le proprie prospettive di crescita, ma anche quelle del mercato in cui operano.

Rapporto PMI e banche

Il rapporto con le banche ricopre un ruolo speciale tra le priorità delle PMI, con il 38% degli imprenditori che ritiene necessario cambiare l’attuale modo di rapportarsi con i clienti degli istituti bancari. Perché l’Italia e le imprese italiane possano uscire dalla crisi economica serve un rapporto banca-cliente più continuativo e collaborativo.

Per un 8% del campione sarebbe altresì auspicabile una diminuzione dei costi dei servizi bancari, ma per gli imprenditori non è il tema più importante della questione.

Cruciale invece il tema della bolla speculativa, con oltre il 49% del campione che dichiara di essere stato danneggiato dalla propria banca, anche se in realtà gli intervistati spiegano che non si tratta di problemi legati alle politiche di accesso al credito, bensì ad un utilizzo di strumenti finanziari eccessivamente rischiosi.

In ogni caso oltre la metà delle PMI (51%) ritiene che la banca sia un aiuto per l’impresa.

Prospettive future

Per il futuro le PMI si dimostrano cautamente ottimiste sul medio lungo periodo con il 31% che pensa di mantenere le attuali dimensioni da qui a 5 anni e il 61% che pensa di crescere. Da segnalare però  un 8% teme una diminuzione di fatturato e dimensionamento.

Il sondaggio

Il sondaggio è stato svolto da TickMark mediante un questionario chiuso diffuso tra l’1 e il 29 febbraio 2012 presso 50 imprenditori italiani di tutti i settori.

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