FMI, Grilli e Bankitalia: come portare l’Italia fuori dalla nuova crisi

di Barbara Weisz

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La crisi economica si è aggravata: le indicazioni del FMI per la ripresa in Italia, dopo le posizioni espresse dal ministro dell'Economia Grilli alla Camera, alla luce del bollettino economico della Banca d'Italia.

L’instabilità dei mercati sta complicando la gestione della crisi economica in Italia: scongiurato lo spettro di una manovra d’emergenza – dopo l’incontro informale con il premier Mario Monti e il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco – il ministero dell’Economia Vittorio Grilli ha dichiarato in audizione alla Camera che il Paese non ha ancora bisogno dello scudo anti spread europeo.

Report FMI

Secondo le indicazioni del FMI (Fondo Monetario Internazionale) , tuttavia, l’Italia deve fare la sua parte puntando ad un surplus strutturale pari all’1% del PIL, attraverso le riforme e nuovi tagli alla spesa nella prossima Manovra Finanziaria, con l’obiettivo di una migliore distribuzione degli oneri fiscali e quindi una riduzione delle tasse.

Nel rapporto sull’Eurozona, il FMI registra infatti un peggioramento della  crisi, vittima di un circolo vizioso fra tensioni bancarie, incremento del debito pubblico e andamento asfittico. Nel 2012 le previsioni per il PIL dell’Eurozona sono dunque pari a -0,3% ma nel 2013 le stime indicano un +0,7% ed un tasso di inflazione sotto il 2% fino al 2014.

La raccomandazione è dunque quella di procedere spediti verso l’unione bancaria ed una maggiore integrazione fiscale.

Audizione Grilli

L’Italia soffre di ben noti problemi di bassa crescita, e vero, ma secondo il Ministro la ripresa è legata a doppio nodo alle politiche economiche europee. E sempre secondo Grilli, le risposte anti-crisi dell’Eurozona sono state finora insufficienti. Per questo è ora fondamentale non mancare l’appuntamento in agenda per la ratifica dei trattati europei sul Fiscal compact e sull’Esm (il meccanismo di stabilità che prenderà il posto del Fondo Salva-Stati ).

Secondo Grilli, il patto per la crescita (growth compact) su cui si sta lavorando è cruciale per  creare prospettive di crescita, ma il primo passo resta lo scudo anti-spread per contrastare le tensioni sui mercati causare dal differenziale dei tassi a dieci anni con il Bund tedesco: senza questa instabilità dei mercati, secondo Grilli «l’Italia non avrebbe alcun problema di sorta».

Ad ogni modo, il rinvio a settembre dell’operatività del Fondo «non deve preoccupare, perché nel frattempo c’è l’Efsf che è attivo e continuerà a esserlo anche dopo l’entrata in vigore dell’Esm per la continuazione dei programmi in essere».

Stime Bankitalia

Sulla stretta interconnessione fra ripresa italiana e situazione europea insiste anche il bollettino della Banca d’Italia: «le modalità con cui sarà data attuazione alle decisioni del vertice europeo del 28 e 29 giugno saranno cruciali per il riassorbimento delle tensioni sui mercati finanziari e per il ripristino di normali condizioni di credito, che favorirebbero una più rapida ripresa in Italia e nel resto dell’area».

Il bollettino, ipotizzando uno spread intorno ai 450 punti base, prevede un PIL 2012 in calo del 2% e in diminuzione dello 0,2% nel 2013.

Il costo dei prestiti alle imprese, avverte Banca d’Italia, si è gradualmente ridotto dall’inizio dell’anno, i sondaggi condotti in primavera evidenziano segnali di attenuazione delle difficoltà di accesso al credito. Ma i miglioramenti restano incerti e prosegue la debolezza delle quantità erogate.

Anche le prospettive del credito, come quelle della ripresa economica, restano condizionate dal perdurare delle tensioni sui mercati finanziari internazionali e dallo sfavorevole quadro economico, che si riflette sulla domanda da parte di imprese e famiglie e sulle valutazioni degli intermediari riguardo al loro merito di credito.

Rischio default

A complicare lo scenario, il recente declassamento operato da Moody’s,  che ha coinvolto anche enti e imprese italiane.

Il vertice d’emergenza al Quirinale tra Monti e Napolitano dovrebbe aver riguardato – oltre alle riforme messe in atto per uscire dalla crisi e raggiungere il pareggio di bilancio – anche la valutazione delle conseguenze che avrebbe un potenziale default della  Regione Sicilia, vittima dei tagli selvaggi dell’agenzia di rating (Monti incontrerà anche il presidente della Regione  Raffaele Lombardo il 24 luglio).