Italia senza crescita: PIL ai minimi secondo l’ISTAT

di Barbara Weisz

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Per l'ISTAT non c'è crescita per l'economia in Italia, che archivia un primo trimestre 2012 con numeri da recessione: crollano domanda e consumi, in crisi Industria, Edilizia e Commercio, Belpaese maglia nera in Europa.

La recessione in Italia fotografata dall’ISTAT:  ancora una volta, nel primo trimestre 2012, il PIL italiano ha registrato un calo (-0,8%), ed ancora una volta segnando un record da inizio 2009.

In flessione tutte le componenti della domanda interna: i dati italiani sono fra i peggiori rispetto a quelli della grandi economie del mondo, tanto da aver provocato un ulteriore revisione al ribasso per quanto riguarda le stime sul PIL 2012.

Crollo per consumi e PIL

Su base congiunturale, la contrazione del prodotto interno lordo (-0,8%) segue quella del quarto trimestre 2011 registrando il dato peggiore dal gennaio-marzo 2009, quando però – essendo in piena crisi mondiale – il crollo del PIL era decisamente più marcato (-3,5%), dopo un pessimo ultimo semestre 2008.

Su base annua, il PIL è invece calato a -1,4% (dal -0,5% precedente), con una revisione al ribasso di un punto percentuale rispetto al -1,3% che era stato indicato nella stima preliminare del maggio scorso.

Scendono tutte le componenti della domanda interna, ad eccezione della spesa della PA, in un contesto, sottolinea l’istituto di statistica, «di marcata contrazione delle importazioni e di lieve calo delle esportazioni».

I consumi interni sono diminuiti del -0,6%, gli investimenti fissi lordi del -0,7%. Considerando il contributo leggermente positivo della spesa della PA, +0,1%, l’ISTAT sottolinea che la domanda nazionale, nel suo complesso, al netto delle scorte ha sottratto 1,2 punti percentuali alla crescita del PIL.

Questi nuovi dati relativi al primo trimestre 2012 portano la previsione sul PIL 2012  a -1,4%. Si tratta di una stima inferiore all’ultima diffusa dal Governo, che risale al 18 aprile scorso e vede un 2012 terminare con un PIL sotto dell’1,2%.

Produzione: i settori in crisi

Il settore che soffre maggiormente è quello dell’Edilizia: -3,2% congiunturale (rispetto al quarto trimestre 2011) e -6,8% tendenziale (sul periodo gennaio-marzo 2011). Non è una novità visti i drammatici appeli da tempo lanciati dagli operatori del settore, che guardano ora ai presunti incentivi previsti nell’atteso Decreto Sviluppo allo studio del Governo.

L’industria in senso stretto cala del -1,6% congiunturale, mentre il commercio è in flessione del -1%. L’unico spiraglio positivo arriva dall’agricoltura, che rispetto all’ultimo trimestre del 2011 cresce del +4,9% e segna una crescita anche su base annua, +0,4%.

Italia maglia nera

Ancora una volta il confronto con il resto del mondo non è positivo per l’Italia, che presenta dati peggiori rispetto alla media di Eurolandia, ai principali partner della moneta unica e ai grandi competitor internazionali.

Nell’Europa dell’Euro, il PIL del primo trimestre è stabile su base congiunturale e segna un lieve calo del -0,1% sul primo trimestre 2011. Quanto ad alcuni singoli Paesi europei, cresce la Germania, +0,5% rispetto a fine 2011 e +1,2% rispetto al primo trimestre dlel’anno scorso, la Francia è stabile su base congiunturale e cresce nel tendenziale, +0,3%, mentre la Gran Bretagna segna flessioni in entrambi i casi, ma meno marcate di quelle italiane: -0,3% mensile e -0,1% annuale.

Prodotto interno lordo in aumento anche negli Usa (+0,5% congiunturale e +2% tendenziale) e in Giappone, +1% su mese e +2,6% annuale).