Vertice UE il 23 maggio: project bond per la crescita

di Barbara Weisz

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Il presidente UE Van Rompuy convoca vertice straordinario: obiettivo, imprimere accelerazione sulla crescita con misure concrete, dopo i risultati delle elezioni in Europa che invocano di lasciarsi alle spalle la crisi del debito.

La crescita economica è il nuovo imperativo in Europa e i risultati delle elezioni in Francia e Grecia hanno impresso un’accelerazione in questo senso, che inizia a riflettersi in iniziative concrete: dopo la tavola rotonda su Crescita e Riforme in Italia, in vista del Consiglio Europeo di fine giugno è stato convocato un pre-vertice straordinario per il 23 maggio.

Una sorta di riunione informale, come l’ha definita il presidente del Consiglio UE, Herman Van Rompuy su Twitter: «il 23 maggio sarà la data della nostra cena informale dei capi di Stato e di Governo».

Di fatto, si può dire che sarà un incontro preparatorio, che con ogni probabilità servirà ad arrivare al Consiglio di giugno con un pacchetto di misure per la crescita già discusso (e fra i temi che fin da oggi vengono posti al centro dell’agenda ci sono i project bond).

C’è poi un intento più propriamente diplomatico, legato alla vittoria di Francois Hollande alle presidenziali francesi e alla necessità di promuovere un primo incontro in una cornice europea fra il nuovo inquilino dell’Eliseo e la cancelliera tedesca Angela Merkel. Fra Parigi e Berlino ci sono stati scambi di messaggi distensivi, tesi a sottolineare la volontà di continuare sulla strada della collaborazione fra due importanti partner UE: in gioco ci sono nuovi equilibri europei, con la Germania che insiste sulle politiche di austerity e la Francia che invece vira verso la crescita.

Ruolo di Italia e Grecia

In questo nuovo contesto si possono sottolineare altri due elementi: il ruolo che si sta ritagliando l’Italia, nuovamente protagonista al fianco dei big europei nella definizione delle politiche comuni, che da una parte offre una sponda alla Germania continuando a sottolineare l’importanza dei vincoli di bilancio ma dall’altra studia soluzioni per favorire quella crescita che il governo Monti è stato fra i primissimi a proporre come priorità anche in Europa.

Il secondo elemento è quello che più spaventa i mercati, e non solo: la Grecia, il Paese da cui è partita la crisi del debito. Dalle urne è uscita una situazione molto complessa, con i due partiti precedentemente al Governo, gli unici favorevoli al piano di aiuti europeo fin qui portato avanti, che non hanno più la maggioranza e l’incarico di formare il nuovo Esecutivo, precedentemente affidato senza successo al leader del partito conservatore Antonis Samaras, affidato al leader del partito di sinistra  Syriza, Alexis Tsipras.

Tutta l’Europa guarda con apprensione a quello che succede in Grecia, e anche a questo si deve l’improvvisa accelerazione sul fronte della crescita.

Strumenti per la crescita

Come detto, fra i provvedimenti di cui già si parla, ci sono i project bond: «nuovo vino in botti nuove» ha detto il presidente della Commissione UE Josè Durao Barroso per descrivere metaforicamente il significato di uno strumento che serve a rilanciare gli investimenti.

Barroso pensa a progetti trasnsazionali, da finanziare appunto attraverso i project bond, da concentrare su settori come le energie rinnovabili, i trasporti, le infrastrutture TLC.

Ma allo studio ci sono anche altre misure: si parla di un rafforzamento della BEI, la Banca Europei degli investimenti, e di una maggior capacità di finanziamento della stessa BCE.

Tornano poi in agenda anche argomenti fino ad oggi solo sfiorati, come la famosa tassa sulle transazioni finanziarie. Si parla anche di golden rule, un meccanismo contabile per favorire gl investimenti.

Il premier italiano Mario Monti non esclude che, in tempi magari più lunghi, si arrivi all’emissione degli Eurobond: «Sono convinto che succederà, non immediatamente ma si sta avvicinando il tempo».