Tratto dallo speciale:

Lavoro e reddito in Italia: Better life Index

di Barbara Weisz

scritto il

Poco lavoro e basso livello di istruzione ma alto reddito delle famiglie: in occasione di Expo 2015, debutta il Better Life Index OCSE italiano, di cui illustriamo in dettaglio i risultati.

Livello di istruzione e occupazione sono le due maglie nere dell’Italia, ma alla carenza di lavoro fa fronte il reddito delle famiglie: sono le principali evidenze del Better life Index italiano, che debutta in occasione di EXPO 2015. L’indice socio economico prende in considerazione fattori utili a misurare la qualità della vita in modo alternativo al più tradizionale PIL: non solo le attività che producono ricchezza, dunque, ma anche livello di istruzione, indice di occupazione, soddisfazione personale, ambiente e abitazione.

=> Ripresa economica: le imprese tornano ad assumere

L’analisi italiana si basa su 3600 risposte, che indicano risultati positivi sul fronte dell’equilibrio vita-lavoro, del reddito e della salute. I paesi compresi nel Better Life Index sono 36 (i 34 membri OCSE più Russia e Brasile). Va detto subito che l’Italia non ottiene una posizione di eccellenza in nessuna delle 11 aree tematiche prese in considerazione, che per esteso sono: abitazione, reddito, occupazione, relazioni sociali, istruzione, ambiente, impegno civile, salute, soddisfazione, sicurezza, equilibrio vita-lavoro.

=> Italia fuori dalla crisi: PIL +0,3%

Ebbene, l’indicatore in cui l’Italia presenta il risultato migliore è, come anticipato, l’equilibrio vita-lavoro, in cui si posiziona al 13esimo posto. Significa comunque essere fuori dal 20% dei paesi con i migliori risultati. L’equilibrio viene misurato attraverso la durata della giornata lavorativa e il tempo dedicato alla cura della persona e al tempo libero. Sul podio: Danimarca, Spagna, Paesi Bassi.

=> Work LIfe Balance: dieci consigli per gestirlo al meglio

Seguono il reddito, che vede l’Italia al 14esimo posto (le tre migliori performance vanno a Stati Uniti, Svizzera, Lussemburgo), e la salute, 17esimo posto. In tutti gli altri indicatori, l’Italia è sotto il 20esimo posto, con i tre risultati peggiori che vanno a istruzione (31esimo), occupazione (29esimo), ambiente, soddisfazione personale (entrambi al 27esimo posto).

In pratica, emerge un paese in cui il lavoro resta in crisi, producendo poca occupazione, il livello di istruzione è indietro rispetto al resto del mondo, ma il reddito e la ricchezza della famiglie (significa, spesso, anche la pensione) intervengono a far fronte a questa carenze, funzionando come una ammortizzatore sociale. Più difficile da decodificare il dato relativo al buon equilibrio vita lavoro, che appare in contrasto con alcune peculiarità italiane (basso tasso di occupazione femminile dovuto anche alla carenza di servizi per il work life balance).

Il Better Life Index presenta anche la possibilità di confrontare la propria Regione con il resto dei paesi OCSE. Qui i risultati cambiano, con alcune zone d’Italia che salgono nel 20% di aree OCSE con le performance migliori: la Provincia di Trento per i livelli di salute e sicurezza, la Provincia di Bolzano per il livello di occupazione, l’Emilia Romagna per l’impegno civile. I due risultati regionali peggiori vanno invece alla Campania per l’occupazione e alla Lombardia per l’ambiente. In generale, le regioni italiane ottengono buoni risultati in materia di salute, sicurezza, e ambiente, mentre il punto critico resta il livello di istruzione (tutte le regioni sono sotto la media).

Il report OCSE sottolinea come l’Italia sia stata molto attiva negli ultimi anni nel mettere a punto strumenti alternativi al PIL per misurare il livello di benessere: nel 2011 ISTAT e CNEL (consiglio nazionale economia e lavoro) hanno istituito il “Gruppo di indirizzo sulla misura del progresso della società italiana” che ha messo a punto uno strumento che si chiama BES, (benessere equo e sostenibile), il cui primo rapporto è uscito nel 2013. Iniziative anche a livello locale: indicatori per misurare benessere e qualità della vita sono stati messi a punto dalla Regione Sardegna e dalla Provincia di Roma.

Il sito web del Better Life Index è accessibile a tutti i cittadini, che possono rispondere alle domande, concorrendo a formare il Better Life Index, effettuare confronti, esprimere le proprie priorità. In Italia, il sito è stato visitato da 145mila persone, l’Italia è al decimo posto per il traffico del sito, le città più attive sono Milano, Roma, Torino, Bologna, Firenze, Napoli, Genova, Padova, Verona, Trento. (Fonte: il Better Life Index OCSE italiano)