Previdenza complementare: novità 2026 su fondi pensione, rendite e TFR

di Barbara Weisz

29 Gennaio 2026 12:00

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La Legge di Bilancio 2026 potenzia la previdenza complementare e semplifica la portabilità di fondi pensione e TFR: analisi delle novità.

La Legge di Bilancio 2026 rafforza la previdenza complementare, introducendo nuove misure che facilitano la portabilità dei fondi pensione e migliorando l’accesso alla previdenza integrativa. Il secondo pilastro, in un contesto di indebolimento della previdenza obbligatoria, si consolida dunque come un’opportunità di integrazione delle pensioni per famiglie e imprese, soprattutto a fronte di stipendi più bassi, calcoli contributivi e carriere discontinue. Per non parlare dell’inasprimento dei requisiti per andare in pensione.

Previdenza complementare nella Manovra 2026

La Manovra 2026 segna dunque una svolta nella gestione della previdenza in Italia. Da un lato sono previsti rinvii ai requisiti pensionistici, con l’eliminazione di misure per la flessibilità in uscita (ad eccezione dell’APE Sociale). Dall’altro, però, si punta con decisione sul potenziamento della previdenza complementare, un aspetto che è stato già avviato dalla Riforma Fornero e che oggi sembra accelerare notevolmente. La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto in questa direzione misure come l’incremento della deducibilità fiscale per i versamenti alla pensione integrativa (che sale a 5.300 euro).

Un e nuove modalità per la destinazione del TFR dei neo-assunti. Il TFR maturato sarà destinato al fondo pensione salvo che il lavoratore non esprima la propria volontà contraria entro 60 giorni dalla comunicazione. Questo meccanismo si affianca all’ampliamento della platea di aziende obbligate a versare gli accantonamenti al Fondo INPS.

Introdotta anche una nuova alternativa che rende più interessante la scelta di alimentare una pensione integrativa: la rendita a durata definita.

Nuova portabilità dei fondi pensione

Una delle misure più rilevanti del capitolo previdenziale in Manovra 2026 riguarda però la portabilità dei fondi pensione. Il comma 201 elimina infatti il vincolo per rimandare ai contratti collettivi la scelta sul conferimento del TFR e della quota a carico dell’azienda ai fondi pensione dopo i primi due anni in cui si versa al proprio fondo di categoria. Dal 1° luglio 2026 scatta dunque una maggiore libertà di scelta nella gestione della previdenza complementare.

Con la pubblicazione dei documenti di prassi Covip (l’organo di vigilanza sui fondi pensione) sarà più chiara la portata di questa nuova disposizione legislativa.