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Esodati e Pensioni: a settembre le prime riforme

di Francesca Vinciarelli

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Le anticipazioni del ministro Giovannini sulla revisione della Riforma delle Pensioni prevista per settembre: focus su pre-pensionamento, pensioni d'oro ed Esodati.

Prevista una revisione della Riforma delle Pensioni Fornero da parte del governo Letta, che potrebbe arrivare a settembre, con un focus particolare sulle pensioni anticipate.

Pensione anticipata

A settembre, ha dichiarato il ministro del Lavoro Enrico Giovannini, il Governo proporrà di modificare la Riforma delle Pensioni Fornero, introducendo una maggiore flessibilità in uscita, con la possibilità di un pensionamento anticipato (prima dei 66 anni) a fronte di una penalizzazione economica.

Su questo tema esistono già delle proposte concrete, come la proposta Damiano e quella dello stesso ministro del Lavoro:

=> Vai al confronto tra le proposte Giovannni e Damiano

La pensione anticipata potrebbe anche per risolvere alcune delle situazione più pesanti, ovvero per quelle per le quali non dovessero bastare neanche un rafforzamento ed un prolungamento della cassa in deroga, della mobilità e dei sussidi di disoccupazione, ai quali il Governo sta pensando.

=> Riforma Lavoro: il Pacchetto del Governo

Pensioni d’oro

Vista la bocciatura del prelievo di solidarietà da parte della Corte Costituzionale, si conferma lo stop al taglio delle pensioni d’oro.

=> Leggi perché il prelievo di solidarietà è incostituzionale

Per compensare il mancato gettito (per quanto solo in parte>), sembra probabile che il Governo decida il blocco dell’indicizzazione al costo della vita – ma solo oltre una certa soglia di pensione, così da non penalizzare chi non percepiva una “pensione dìoro” – con l’obiettivo di riequilibrare le finanze pubbliche.

Si tratta «di decine o alcune centinaia di milioni» ha rivelato dal ministro del Lavoro Enrico Giovannini, un «meccanismo già in atto ma che potrebbe essere ritoccato ulteriormente».

Ricambio generazionale

Particolare focus verrà posto sui giovani, soprattutto a fronte dei dati che rivelano come la quasi totalità delle perdite di lavoro giovanile dall’inizio della crisi abbiano penalizzato chi aveva un contratto flessibile o a tempo determinato. Ai giovani verranno destinati 800 milioni di euro, concentrati soprattutto sui cosiddetti “neet“, i giovani che non lavorano e non studiano. Un capitale di forza lavoro inutilizzato che in Italia si stima pari a 25 miliardi di euro.

Secondo il ministro Giovannini il bonus assunzioni concesso alle aziende che assumono giovani ha trovato troppe poche adesioni per colpa della disinformazione. Non da parte di tutte le imprese, dice il ministro, è stato compreso che per usufruirne bastava rispettare anche uno solo dei vincoli e non tutti allo stesso tempo, di non avere un lavoro regolarmente retribuito da almeno sei mesi, un diploma, o familiari a carico.

=> Consulta tutti gli incentivi all’assunzione

Esodati

Infine, come ha aggiunto il sottosegretario al Lavoro, Carlo Dell’Aringa, non bisogna dimenticare il problema degli esodati: «come ha detto il presidente del Consiglio, Enrico Letta, c’è da affrontare il tema degli esodati; sono 140mila e devono andare in pensione con le vecchie regole. E bisogna vedere se ci saranno altri gruppi di possibili esodati.

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Poi bisogna pensare a tutti coloro che magari hanno perso – o potrebbero perdere a causa della crisi – il lavoro dopo la Riforma Fornero e che dunque lontani dalla pensione. Per tutti costoro vanno pensate politiche di invecchiamento attivo, con incentivi alle imprese perché possano trattenerli».

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