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Riforma del lavoro, il mea culpa del ministro Fornero

di Francesca Vinciarelli

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Elsa Fornero ammette le proprie responsabilità sugli errori della riforma del lavoro: manca attenzione ai più sofferenti. Per molti però si tratta di lacrime da coccodrillo e serve un reale cambio di orientamento.

Ammissione di responsabilità del Ministro del Welfare Elsa Fornero sui grandi temi della tutela previdenziale dei più deboli: «ammetto qualche mia responsabilità, io sono ministro del Welfare, forse è mancata una maggiore attenzione a chi è in sofferenza in questo momento».

«Questo è il momento peggiore della crisi che ha investito il Paese dal 2008 – spiega Fornero – serve più attenzione verso le persone più sofferenti e più deboli perché forse siamo in ritardo e bisogna fare cose che ridiano fiducia».

«Siamo in ritardo nell’attenzione ai più sofferenti e ai più deboli qui ammetto qualche mia responsabilità», ammette Fornero, ma il mea culpa del ministro sulla riforma del lavoro, come sulla riforma delle pensioni ed esodati, convince poco, per molti si tratta di lacrime da coccodrillo.

Allo stesso tempo, Fornero giustifica le proprie scelte: «fare la riforma del lavoro nel momento peggiore della crisi non è una cosa semplice e lo sappiamo. C’è il rischio di spingere in “nero” alcune occupazioni». Allarme che era già stato lanciato da più parti, senza però trovare risposte da parte del Governo.

«Si è pensato che il rigore fosse necessario per superare la crisi, si è pensato che il rigore sarebbe stato compensato da una crescita visibile subito, che non si è avuta, e si è pensato che poi avremmo attenzione ai segmenti più deboli. Forse su questo siamo in ritardo. Noi dovremmo, attraverso l’attenzione ai più sofferenti e ai più deboli, fare cose per ridare fiducia».

E proprio sulla fiducia il ministro del Welfare insiste: «il Paese deve avere la fiducia di uscire dalla crisi», perché «il Governo può fare le riforme ma il Paese deve avere fiducia, la cosa più difficile da comprare sul mercato in questo momento.

Trovare le risorse per gli ammortizzatori sociali, spiega Fornero «non è stato facile e ne abbiamo trovate poche. E una parte di queste le abbiamo chieste a lavoratori e imprese», ma si tratta di «costi tollerabili».

Sui “no” sulla riforma del lavoro, che arrivano da più parti, Fornero ammette «io e i miei collaboratori ci siamo chiesti varie volte perché, abbiamo riflettuto e siamo arrivati alla conclusione che quando si tratta di raggiungere un equilibrio tra interessi contrapposti è molto difficile».

Ma anche su questo mea culpa di Fornero, Camusso di dimostra critica: «meglio tardi che mai… ma i mea culpa servono a poco se non si cambia orientamento».

Per Felice Belisario, presidente dei Senatori dell’Italia dei Valori, e Giuliana Carlino, caporguppo Idv c’è un controsenso nelle parole del «il Ministro Fornero prima ammette di essere in netto ritardo sul fronte dei più deboli, poi dichiara che c’è il rischio di un ritorno al lavoro nero che vale la pena di correre. Sono dichiarazioni irresponsabili, insopportabili se pronunciate da un ministro del Lavoro. Ci che non sia già pronto un accordo per allentare le maglie dei contratti precari, perché se così fosse Fornero dovrebbe solo fare un passo indietro ed evitare di fare ulteriori danni».