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Riforma lavoro: i correttivi nell’emendamento al DL Sviluppo

di Barbara Weisz

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Approvato l'emendamento al DL Sviluppo con i correttivi ad alcune nuove norme della Riforma del Lavoro: cosa cambia per contratti a termine, Partite Iva, Apprendistato e ammortizzatori sociali.

Via libera ai correttivi alla riforma del lavoro grazie ad un emendamento all’articolo 46 del Decreto Sviluppo approvato dalle commissioni Finanze e Attività Produttive della Camera.
Si tratta delle modifiche a cui il Governo si era impegnato in cambio dell’approvazione con fiducia della riforma del lavoro.

Spazio a nuove regole sulla flessibilità in entrata nei contratti a termine e sugli ammortizzatori sociali,

con una proroga di un anno della mobilità; mentre l’Aspi entra in vigore come previsto nel gennaio del 2013.

Modifiche alla Riforma Lavoro

Stagionali: si accorciano i tempi dell’intervallo obbligatorio tra un contratto e l’altro.

Apprendistato: sì alla possibilità di utilizzarne il contratto in somministrazione.

Partite IVA: il tetto di reddito con cui scatta la presunzione di subordinazione si spalma su due anni e non più uno soltanto; sul fronte dei contributi previdenziali (come per tutte le gestioni separate) viene congelato l’aumento dell’aliquota, che resta al 27% nel 2013.

Ammortizzatori sociali:  salta il rinvio di un ulteriore anno per l’entrata in vigore dell’Aspi (chiesto dal Pd) che resta al 2013, ma viene prorogata a tutto il 2014 la validità delle attuali norme sulla mobilità, così da tutelare i lavoratori over 50 del Centro Nord e tutti quelli del Mezzogiorno per cui la riforma Fornero decurtava gli ammortizzatori di sei mesi nel 2014.

Procedure concorsuali: le aziende ammesse potranno usare la cassa integrazione fino al 2015; presso il Ministero del lavoro si forma un archivio per gli accordi di crisi aziendale.

Emendamento al DL Sviluppo: le reazioni

Il relatore Cesare Damiano ha dichiarato a questo punto «chiusa la questione delle correzioni alla riforma del mercato del lavoro».

Commenti positivi anche da parte del Pdl, con Vincenzo Fontana secondo cui i cambiamenti apportati rappresentano «significative innovazioni» e Giuliano Cazzola che sottolinea come abbia vinto «la ragionevolezza».

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