Siglato da CIFA Italia, Confsal e Confsal FederLavoratori, il nuovo CCNL Intersettoriale Manifatturiero unifica 17 comparti produttivi in un’unica struttura contrattuale, con l’obiettivo dichiarato di superare la frammentazione che caratterizza da anni i rinnovi contrattuali nel settore. Sul piano economico, fissa minimi tabellari non inferiori a 9 euro lordi orari e introduce strumenti di contrasto al dumping salariale. Il contratto si articola in una parte comune e in una parte specifica che disciplina classificazioni professionali, regimi orari, minimi tabellari e maggiorazioni retributive.
I 17 comparti coperti, dall’alimentare alla meccanica
Il campo di applicazione del CCNL abbraccia i principali segmenti della manifattura italiana: alimentaristi, legno, carta, tessile, calzature, cuoio, penne e spazzole e pennelli, occhiali, giocattoli, chimica, concia e settori accorpati, gomma e plastica, abrasivi, vetro, ceramica, meccanica e area comune dei servizi gestionali e amministrativi. La struttura prevede, per ciascun comparto, una disciplina specifica delle peculiarità produttive e organizzative, mantenendo però un nucleo uniforme di diritti e tutele. L’intento è che le imprese dei comparti coperti dispongano di un solo strumento contrattuale di riferimento invece di più accordi sovrapposti o frammentati.
Minimi sopra i 9 euro e stop al dumping contrattuale
Sul piano retributivo, il CCNL prevede trattamenti minimi non inferiori a 9 euro lordi orari, richiamando esplicitamente il principio della giusta retribuzione. Sono introdotti strumenti di adeguamento periodico dei minimi tabellari al costo della vita, l’indennità di vacanza contrattuale per garantire continuità della protezione salariale tra un rinnovo e l’altro, nonché una retribuzione premiale legata alla valorizzazione professionale. La soglia dei 9 euro è presentata dalle parti come presidio contro il dumping salariale nelle filiere con alta incidenza di appalti e subappalti.
«Con questo CCNL Cifa Italia e Confsal consegnano al manifatturiero uno strumento moderno, capace di parlare insieme alle imprese e ai lavoratori. Il nostro obiettivo è andare oltre una contrattazione meramente difensiva: vogliamo un contratto che renda più forte l’organizzazione aziendale, favorisca la produttività e garantisca tutele reali, mettendo al centro la persona, le competenze, il welfare e la sicurezza», ha dichiarato Andrea Cafà, presidente di CIFA Italia e del fondo bilaterale FonARCom.
Welfare, sicurezza e bilateralità nel nuovo contratto
Il sistema della bilateralità è uno degli assi portanti dell’impianto: i tre enti di riferimento delle parti firmatarie — EPAR, FonARCom e SanARCom — presidiano rispettivamente il supporto alle imprese e le politiche attive, la formazione professionale continua e il welfare sanitario integrativo. Le imprese che applicano il CCNL accedono alle prestazioni degli enti bilaterali come componente strutturale del trattamento complessivo.
In materia di salute e sicurezza sul lavoro, il contratto adotta un modello di prevenzione partecipata che coinvolge lavoratori, datori di lavoro, dirigenti, preposti e rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. Al ruolo del preposto è riconosciuta una specifica indennità del 10% della retribuzione, in relazione alle funzioni e alle responsabilità assunte nella catena di prevenzione. Il CCNL promuove inoltre la diffusione dei Modelli di Organizzazione e Gestione (MOG) e la formazione integrativa come strumento di competitività aziendale.