Tratto dallo speciale:

Isopensione, nuova tutela INPS: assegni di esodo fino alla pensione

di Teresa Barone

7 Aprile 2026 10:00

logo PMI+ logo PMI+
Dal 2027 l'isopensione si fa più stretta e incamera anche gli scatti anagrafici ma l'INPS prolunga gli assegni di esodo già attivi fino alla nuova decorrenza della pensione.

Dal 1° gennaio 2027 chi intende accedere all’isopensione o ad altri strumenti di incentivo all’esodo dovrà fare i conti con uno scenario più stringente su due fronti: la fine del regime transitorio che consentiva fino a sette anni di anticipo e il ritorno in vigore dell’adeguamento automatico dei requisiti pensionistici alla speranza di vita. Per chi è già uscito dal lavoro con uno scivolo pensionistico, però, l’INPS ha nel frattempo aperto al prolungamento della prestazione fino alla nuova decorrenza della pensione, così da evitare mesi senza reddito.

Gli scatti dal 2027 per incentivi esodo e pensione anticipata

Dal 2027 i requisiti per la pensione anticipata tornano ad aggiornarsi in base ai dati Istat sulla speranza di vita, dopo anni di blocco. Il decreto direttoriale del 19 dicembre 2025 ha ufficializzato un incremento complessivo di tre mesi per il biennio 2027-2028, spalmato in due scaglioni. Per gli anni successivi, le stime della Ragioneria generale dello Stato contenute nel Rapporto MEF n. 26/2025 indicano ulteriori aumenti prospettici, non ancora definitivi e soggetti a conferma con apposito decreto interministeriale.

Il calendario degli incrementi anagrafici

Nel 2027 scatta per certo un mese aggiuntivo, lo prevede la Manovra 2026: la pensione di vecchiaia richiederà 67 anni e 1 mese, quella anticipata 42 anni e 11 mesi per gli uomini e 41 anni e 11 mesi per le donne. Nel 2028 si aggiungono altri due mesi, il numero esatto però è da confermarsi con le prossime rilevazioni Istat e relativo decreto MEF, sempre in base alle previsioni della Manovra 2026: i requisiti salgono a 67 anni e 3 mesi per la vecchiaia, 43 anni e 1 mese per la pensione anticipata degli uomini e 42 anni e 1 mese per le donne.

Nel biennio 2029-2030 le stime indicano un ulteriore incremento di tre mesi, anche in questo caso da confermare con decreto interministeriale. Nel biennio 2031-2032 l’aumento stimato è di altri due mesi. Nel biennio 2033-2034 è previsto un ultimo mese aggiuntivo, che porterebbe il requisito anagrafico per la vecchiaia a 67 anni e 9 mesi.

Se le previsioni venissero confermate integralmente, chi concluderà l’isopensione nel 2033 dovrebbe attendere i 67 anni e 9 mesi per accedere alla pensione di vecchiaia. L’unica deroga riguarda i lavoratori addetti a mansioni gravose e usuranti, per i quali la Manovra 2026 ha previsto la sterilizzazione degli scatti per l’intero biennio 2027-2028.

I nuovi requisiti per l’isopensione dal 2027

L’impatto sugli strumenti di uscita anticipata è duplice. Il primo cambiamento è strutturale: dal 1° gennaio 2027 cessa il regime transitorio che, introdotto dalla Legge Fornero nel 2018 e prorogato dal Milleproroghe fino al 2026, aveva esteso a sette anni il massimo di anticipo consentito dall’isopensione. Si torna alla formulazione originaria della norma, articolo 4 della legge 92/2012: anticipo massimo di quattro anni rispetto alla maturazione dei requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata ordinaria. Il secondo cambiamento è conseguente agli scatti sulla speranza di vita: poiché i requisiti pensionistici salgono, la finestra di copertura possibile si restringe ulteriormente per chi è a ridosso della soglia.

L’INPS ha già recepito entrambe le novità. Con il Messaggio 558/2026, l’Istituto ha chiarito che le nuove domande di incentivo all’esodo devono includere obbligatoriamente il calcolo prospettico degli scatti della speranza di vita fino al 2033. Le istanze che non integrano questa proiezione vengono scartate automaticamente dalla procedura Unicarpe, con comunicazione immediata sia all’azienda esodante che al lavoratore. Le istruzioni non hanno valore retroattivo sui piani già autorizzati.

Tutela INPS per gli esodati attuali

Proprio per i piani già autorizzati è poi intervenuta la circolare INPS 41 del 3 aprile 2026, che ha fornito le nuove indicazioni sulle prestazioni di accompagnamento alla pensione. L’Istituto ammette il prolungamento di assegni straordinari, isopensioni e indennità di espansione fino alla nuova data di pensionamento, anche oltre il periodo ordinario di durata massima dell’esodo, oggi fissato in quattro, cinque o sette anni a seconda della tipologia di prestazione. La misura serve a coprire i casi in cui l’incremento dei requisiti pensionistici, da uno a tre mesi, avrebbe lasciato il lavoratore scoperto alla fine dello scivolo.

La circolare introduce inoltre una tutela specifica per due categorie di lavoratori: chi, considerando i requisiti e le stime vigenti fino al 2025, ha cessato l’attività lavorativa entro il 31 gennaio 2026, e chi già nel 2026 è interessato dall’allungamento della finestra di decorrenza della pensione in quanto iscritto alle casse dei dipendenti pubblici CPDEL, CPS, CPI e CPUG. Va segnalata una differenza rilevante tra i due strumenti principali.

  • Per l’isopensione è prevista la certificazione preventiva INPS: i nuovi requisiti prospettici vengono quindi verificati già in fase di domanda, prima che il lavoratore lasci il lavoro.
  • Per i fondi di solidarietà bilaterali la certificazione preventiva non è prevista: i requisiti aggiornati si applicano direttamente al momento dell’erogazione, con il rischio di maggiori oneri per le aziende rispetto alle stime iniziali formulate al momento della firma degli accordi.

Il rischio esodati futuri e la risposta del Governo

Il nuovo quadro espone a un rischio concreto i lavoratori con accordi di esodo già firmati che non avevano incorporato gli scatti prospettici. Secondo l’analisi dell’Osservatorio Previdenza della CGIL, circa 55mila lavoratori potrebbero trovarsi scoperti per alcuni mesi nel 2027-2028: si tratta di circa 23mila in isopensione, 4mila con contratto di espansione e 28mila usciti tramite Fondi di solidarietà bilaterali, che hanno sottoscritto accordi senza che fosse previsto l’incremento dei requisiti pensionistici oggi in vigore.

Il Ministero del Lavoro ha ridimensionato la stima, indicando in circa 5.000 i lavoratori effettivamente a rischio di scopertura. Calderone ha annunciato che, previo confronto con le parti sociali, sarebbero state adottate disposizioni attuative per garantire la corresponsione della prestazione di accompagnamento fino al raggiungimento dei nuovi requisiti pensionistici effettivi, senza lasciare i lavoratori in un vuoto di reddito. Quelle indicazioni sono ora arrivate con la circolare INPS 41/2026, che traduce in istruzioni il prolungamento della prestazione per i beneficiari già coinvolti dagli scivoli pensionistici.

Un aspetto strutturale aggrava comunque la situazione per chi è già in scivolo: le prestazioni di accompagnamento alla pensione, come isopensione, contratti di espansione e altri assegni di esodo, non sono rivalutate per tutta la loro durata. Se il periodo si allunga per effetto degli scatti sulla speranza di vita, il lavoratore subisce l’erosione del potere d’acquisto su un assegno nominalmente invariato dall’ingresso nello scivolo.