Tratto dallo speciale:

Come sale l’età pensionabile: i nuovi requisiti di vecchiaia e anticipata dal 2027

di Anna Fabi

Pubblicato 20 Ottobre 2025
Aggiornato 9 Gennaio 2026 10:52

logo PMI+ logo PMI+
Dal 2027 l'età pensionabile sale a 67 anni e un mese, amento requisiti contributivi anche per la pensione anticipata fino al 2028: tabelle ed esempi.

Dal 1° gennaio 2027 l’età pensionabile in Italia tornerà ad aumentare. Lo ha confermato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti nel corso della conferenza stampa successiva al Consiglio dei Ministri che ha approvato la bozza della Legge di Bilancio 2026. L’adeguamento è legato alla speranza di vita Istat e prevede un aumento progressivo di tre mesi entro il 2028: un mese dal 1° gennaio 2027 e altri due mesi dal 1° gennaio 2028.

Le misure di incremento non si applicheranno ai lavoratori che svolgono attività gravose o usuranti, ai sensi del decreto legislativo n. 67/2011 e successive modifiche.

Vediamo tutto.

I nuovi requisiti per la pensione di vecchiaia

L’aumento dell’età pensionabile è previsto dall’articolo 12 del decreto-legge 30 aprile 1997, n. 184, convertito nella legge n. 388/2000, che disciplina l’adeguamento automatico dei requisiti anagrafici in base agli aggiornamenti Istat sulla speranza di vita. Il nuovo incremento è stato confermato dal Documento programmatico di bilancio (DPB) 2026-2028 e recepito nella bozza della Legge di Bilancio 2026. La pensione di vecchiaia si potrà ottenere

  • a partire dal 2027, con 67 anni e un mese di età e almeno 20 anni di contribuzione effettiva;
  • dal 1° gennaio 2028, il requisito salirà a 67 anni e tre mesi.

Si tratta del primo adeguamento dal 2019, quando l’incremento legato alla speranza di vita era stato sospeso.

Esempio pratico: un lavoratore nato nel novembre 1960, che maturerà 20 anni di contributi entro il 2027, potrà accedere alla pensione di vecchiaia solo al compimento dei 67 anni e un mese, cioè nel dicembre 2027. Chi invece raggiungerà i requisiti dopo il 2028 dovrà attendere i 67 anni e tre mesi.

Pensione anticipata: cresce il requisito contributivo

Dal 2027 aumentano anche i requisiti per la pensione anticipata ordinaria (articolo 24 del decreto-legge n. 201/2011, convertito dalla legge n. 214/2011). Si passerà dagli attuali 42 anni e 10 mesi a 42 anni e 11 mesi di contribuzione effettiva per gli uomini. Un anno in meno per le donne.

Dal 1° gennaio 2028 si arriverà a 43 anni e un mese. Per le donne il requisito resta ridotto di un anno (da 41 anni e 10 mesi a 42 anni e un mese nel 2028).

Resta invariata la finestra mobile di tre mesi tra la maturazione del requisito e la decorrenza del trattamento pensionistico.

Il nuovo adeguamento interesserà anche le pensioni anticipate contributive, destinate a chi ha iniziato a lavorare dopo il 1996: dal 2027 serviranno 64 anni e un mese di età e 20 anni e un mese di contribuzione effettiva, che diventeranno 64 anni e tre mesi e 20 anni e tre mesi dal 2028.

Esempio: un lavoratore con 42 anni e 10 mesi di contributi a fine 2026 dovrà lavorare almeno un mese in più per andare in pensione dal 2027, o tre mesi in più se raggiungerà i requisiti nel 2028. Per i dipendenti con carriere lunghe e redditi medio-bassi, il differimento comporta anche un ritardo nella rivalutazione del trattamento.

Tabella requisiti pensione 2027-2028

Pensione di vecchiaia – Requisiti anagrafici e contributivi

Anno Età richiesta Contributi minimi Note
Fino al 31 dicembre 2026 67 anni 20 anni Requisiti attuali in vigore dal 2019
Dal 1° gennaio 2027 67 anni e 1 mese 20 anni Primo adeguamento alla speranza di vita ISTAT
Dal 1° gennaio 2028 67 anni e 3 mesi 20 anni Secondo incremento di due mesi

Pensione anticipata ordinaria – Uomini e donne

Anno Uomini (anni di contributi) Donne (anni di contributi) Finestra mobile Note
Fino al 31 dicembre 2026 42 anni e 10 mesi 41 anni e 10 mesi 3 mesi Requisiti vigenti
Dal 1° gennaio 2027 42 anni e 11 mesi 41 anni e 11 mesi 3 mesi Primo incremento di un mese
Dal 1° gennaio 2028 43 anni e 1 mese 42 anni e 1 mese 3 mesi Secondo incremento di due mesi

Pensione anticipata contributiva (post 1996)

Anno Età minima Contributi effettivi Finestra mobile Note
Fino al 31 dicembre 2026 64 anni 20 anni 3 mesi Requisiti vigenti
Dal 1° gennaio 2027 64 anni e 1 mese 20 anni e 1 mese 3 mesi Primo adeguamento di un mese
Dal 1° gennaio 2028 64 anni e 3 mesi 20 anni e 3 mesi 3 mesi Secondo adeguamento di due mesi

Esclusi dall’adeguamento: gravosi e usuranti

Il Governo ha confermato una sterilizzazione selettiva dell’aumento per alcune categorie di lavoratori. Ne beneficeranno i cosiddetti lavoratori precoci (con almeno 12 mesi di contribuzione prima dei 19 anni di età) e coloro che svolgono mansioni usuranti, comprese nell’elenco previsto dal decreto interministeriale 5 febbraio 2018. Per questi soggetti continueranno ad applicarsi i requisiti in vigore fino al 2026.

Il ministro Giorgetti ha sottolineato che la misura di adeguamento rappresenta «una proposta del Governo», lasciando intendere che il Parlamento potrà modificare o attenuare i criteri in sede di approvazione della Manovra 2026.

Impatto sui conti pubblici

Secondo le stime contenute nel Documento programmatico di bilancio (DPPB), l’adeguamento dei requisiti anagrafici e contributivi produrrà un risparmio strutturale di circa 3 miliardi di euro nel triennio 2027-2029, consentendo di sostenere le altre misure sociali e fiscali previste nella manovra. Tuttavia, l’impatto per i singoli lavoratori sarà sensibile, soprattutto per chi era prossimo alla pensione.

La misura rientra nel piano di sostenibilità del sistema previdenziale previsto dal Governo, coerente con le raccomandazioni della Commissione europea nell’ambito del semestre europeo.

Tuttavia, si valuta la possibilità di introdurre correttivi selettivi nel 2026, ad esempio un meccanismo di “flessibilità in uscita” a 63 o 64 anni con penalizzazione, o una proroga della Quota 103 con requisiti più rigidi.

La questione resta aperta: i sindacati hanno già annunciato richieste di confronto per evitare che l’adeguamento automatico gravi interamente sui lavoratori, in particolare su chi ha carriere discontinue o salari medio-bassi.