Con la circolare INPS 19/2026 l’Istituto fornisce le istruzioni applicative sulle pensioni 2026 e chiarisce i dubbi interpretativi sulle novità della Manovra 2026 in tema pensionistico. Il provvedimento fa luce sugli aspetti procedurali di APE Sociale, maggiorazioni sociali e incentivo al posticipo del pensionamento (Bonus Maroni o Giorgetti). Nella stessa circolare si ufficializza anche lo stop a Opzione Donna, a Quota 103 e alla possibilità di valorizzare i versamenti alla previdenza complementare ai fini dell’importo soglia previsto dalla legge Fornero.
Circolare INPS 19/2026: i chiarimenti di prassi
Requisiti 2026 per l’APE Sociale
La proroga dell’APE Sociale 2026 è contenuta nel comma 162 della legge 199/2025. A chi matura il requisito entro il 31 dicembre 2026, consente l’accesso a questa forma di accompagnamento fino alla pensione. Servono 63 anni e cinque mesi di età, 35 anni di contributi e l’appartenenza a una delle quattro categorie di aventi diritto: disoccupati involontari che hanno completamente terminato di percepire il sussidio spettante, caregiver, lavoratori con disabilità pari almeno al 74%, addetti a mansioni gravose. Tutti i dettagli sui requisiti sono contenuti nei commi da 179 a 186 della legge 232/2016.
«Considerato che il beneficio è stato prorogato dalla legge di Bilancio 2026 senza l’introduzione di alcuna modifica normativa – chiarisce l’INPS -, per l’istruttoria delle domande si confermano le indicazioni già fornite con le circolari e i messaggi pubblicati in materia» e, in particolare, con la circolare 35/2024 e 53/2025. In sintesi, la procedura è analoga a quella degli anni scorsi.
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Prima si presenta istanza di riconoscimento delle condizioni, poi domanda vera e propria. L’istanza di riconoscimento del requisito va presenta entro le seguenti date:
- con istanza entro il 31 marzo 2026, l’INPS risponde entro il 30 giugno;
- con istanza entro il 15 luglio 2026, l’INPS risponde entro il 15 ottobre;
- con istanza entro il 30 novembre 2026, le istanze si considerano tardive e sono lavorate solo nel caso in cui le risorse finanziarie disponibili lo consentono.
Maggiorazione sociale: importi e soglie 2026
La maggiorazione sociale è regolata dall’articolo 38 della legge 448/2001. Spetta alle persone con almeno 70 anni di età e reddito annuo inferiore a 6.713,98 euro, soglia stabilita dalla Manovra 2026. L’aumento, disposto dal comma 179 della Manovra, è pari a 20 euro al mese, spettante dal 1° gennaio 2026. L’INPS procede d’ufficio al versamento di tale somma integrativa.
Posticipo pensione: bonus sempre più ampio
L’incentivo al posticipo del pensionamento, ossia il Bonus Maroni 2026 (noto come Bonus Giorgetti) è una misura prevista inizialmente dal comma 286 della legge 197/2022. La Manovra 2026 lo applica a coloro che hanno maturato il diritto alla pensione anticipata (42 anni e dieci mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e dieci mesi per le donne). Lo strumento consente di rinunciare a versare i contributi a proprio carico del lavoratore facendoseli riconoscere direttamente in busta paga. Il vantaggio è che la somma non concorre alla formazione del reddito, quindi è esentasse.
Spetta ai lavoratori dipendenti iscritti all’AGO o alle forme sostitutive o esclusive della medesima, che entro il 31 dicembre 2025 hanno maturato i requisiti minimi previsti per l’accesso alla Quota 103 oppure a coloro che entro il 31 dicembre 2026 raggiungono il requisito per la pensione anticipata.
Flessibilità in uscita ridotta al minimo
Il chiarimento sul Bonus Maroni/Giorgetti deriva dal fatto che la Quota 103 non è stata prorogata e quindi la possono utilizzare solo coloro che ne hanno maturato il diritto entro fine 2025. Nessuna proroga neppure per l’Opzione Donna, resta accessibile solo per le lavoratrici che hanno raggiunto i requisiti entro il 31 dicembre 2024. Di fatto, la flessibilità in uscita nel 2026 è ridotta all’APE Sociale. Ai fini del calcolo della pensione, si accompagna a forme strutturali di pensione agevolata (usuranti, precoci, ecc.) e alle regole ordinarie della Legge Fornero.
Importo soglia per andare in pensione
Il comma 195 della Manovra ha abrogato le disposizioni previste dalla Legge di Bilancio 2025 anno in relazione alla possibilità di computare una o più prestazioni di rendita di forme pensionistiche di previdenza complementare per raggiungere l’importo-soglia pensione richiesto per l’accesso alla pensione anticipata o di vecchiaia nel sistema contributivo. La misura abrogata non è più applicabile neppure nei casi in cui ne sia stata fatta richiesta nella domanda di pensione.