APE Sociale 2026 al via: proroga, domanda e scadenze

di Barbara Weisz

15 Gennaio 2026 12:41

logo PMI+ logo PMI+
L'INPS apre lo sportello telematico per la presentazione della domanda di APE Sociale proroga dalla manovra al 31 dicembre 2026: la procedura.

L’INPS ha aperto lo sportello telematico per la presentazione delle domande di APE Sociale riferite al 2026, dando attuazione alla proroga della misura prevista dalla Legge di Bilancio. L’anticipo pensionistico resta quindi accessibile per i lavoratori che maturano i requisiti entro il 31 dicembre 2026, , all’interno del quadro più ampio delle misure di flessibilità in uscita previste per il 2026.

Come negli anni precedenti, la procedura si articola in due fasi distinte: una prima domanda di riconoscimento delle condizioni di accesso e, solo in caso di esito positivo, la successiva richiesta di accesso al trattamento.

Domanda di APE Sociale 2026: come funziona la procedura

Per accedere all’APE sociale è necessario presentare all’INPS una domanda di riconoscimento delle condizioni. La procedura è interamente telematica e si svolge attraverso l’area dedicata del portale dell’Istituto, selezionando il servizio Verifica delle condizioni di accesso all’APE sociale.

In alternativa alla procedura online, la domanda può essere presentata tramite Contact Center o con l’assistenza dei patronati.

NB: possono presentare domanda con la stessa procedura anche coloro che hanno maturato il requisito prima del 2026.

Scadenze e tempistiche

Le scadenze per l’invio della domanda di riconoscimento sono fissate:

  • entro il 31 marzo 2026;
  • entro il 15 luglio 2026;
  • entro il 30 novembre 2026, solo in presenza di risorse finanziarie residue.

L’INPS comunica l’esito della verifica entro il 30 giugno per le domande presentate entro marzo ed entro il 15 ottobre per quelle inviate entro luglio.

Chi può accedere all’APE Sociale nel 2026

Il diritto all’APE Sociale è riconosciuto ai lavoratori che hanno compiuto almeno 63 anni e 5 mesi di età e che rientrano in una delle categorie individuate dalla normativa, con un’anzianità contributiva minima pari a 30 o 36 anni a seconda dei casi.

Le categorie ammesse sono quattro:

  • lavoratori disoccupati, a seguito di licenziamento, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale nell’ambito di procedure aziendali, purché abbiano concluso integralmente la prestazione di disoccupazione;
  • caregiver che assistono da almeno sei mesi un familiare convivente con disabilità grave ai sensi della legge 104;
  • lavoratori con riduzione della capacità lavorativa pari o superiore al 74%, accertata dalle commissioni competenti;
  • addetti a mansioni gravose, che abbiano svolto le attività individuate dalla legge per il periodo minimo richiesto.

Per i lavoratori addetti a mansioni gravose è richiesto un requisito contributivo di 36 anni; per tutte le altre categorie sono sufficienti 30 anni di contributi.

Requisiti valutabili in via prospettica

La normativa consente di presentare la domanda di riconoscimento anche quando alcuni requisiti non siano ancora stati pienamente maturati, purché risultino conseguibili entro il termine previsto.

Possono essere valutati in via prospettica:

  • il compimento dell’età anagrafica;
  • il raggiungimento dell’anzianità contributiva;
  • il periodo di svolgimento continuativo delle mansioni gravose;
  • la conclusione della NASpI o di altre prestazioni di disoccupazione.

Tutti gli altri requisiti devono invece sussistere al momento della presentazione dell’istanza.

Domanda di accesso al trattamento

I lavoratori che, al momento della richiesta di riconoscimento, risultano già in possesso di tutti i requisiti previsti possono presentare contestualmente anche la domanda di accesso all’APE Sociale.

In caso di esito positivo della verifica, l’APE Sociale viene erogata fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata, secondo le regole ordinarie.