Bonus Giorgetti: regole 2026 per l’incentivo al posticipo pensione

di Barbara Weisz

19 Gennaio 2026 15:46

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Bonus Giorgetti 2026: guida ai requisiti, alla domanda e alle decorrenze per l'incentivo al posticipo della pensione anticipata prorogato dalla Manovra.

I lavoratori che nel 2026 maturano il diritto a pensione anticipata possono utilizzare in alternativa l’incentivo a restare al lavoro, rinunciando alla quota di contributi a proprio carico e prendendo la relativa somma in busta paga esentasse. (Bonus Giorgetti). La misura è stata introdotta nel 2023 con riferimento alla Quota 103, poi estesa nel 2025 a chi ha il diritto alla pensione anticipata e infine prorogata dalla Legge di Bilancio 2026.

Come funziona l’incentivo al posticipo pensione

L’incentivo al posticipo pensione riconosce ai dipendenti che abbiano già il requisito per la pensione anticipata (o per la Quota 103 per coloro che ne avevano maturato i requisiti entro il 2025) di rinunciare all’accredito della quota di contributi a proprio carico, che nella maggior parte dei casi è pari al 9,19%, facendosi riconoscere la corrispondente somma (la trattenuta IVS) direttamente in busta paga, senza applicazione di tasse su questo reddito.

Per ottenere l’incentivo al posticipo della pensione bisogna presentare all’INPS la rinuncia di accredito previdenziale in luogo del bonus in busta paga.

La somma – che il datore di lavoro avrebbe dovuto versare all’ente previdenziale ed invece è corrisposta interamente al lavoratore – non concorre alla formazione del reddito.

La proroga del Bonus Giorgetti in Manovra 2026

Il Bonus Giorgetti (ex Bonus Maroni) è regolamentato dal comma 286 della legge 197/2022, come modificato dalla Manovra 2025 e prorogato dalla Manovra 2026. In base alla precedente legislazione, il diritto era limitato a coloro che conseguivano il requisito entro il 31 dicembre 2025. Il comma 196 della legge 199/2025 (la Manovra 2026) prevede che sia utilizzabile anche dai lavoratori che raggiungono il requisito per la pensione anticipata entro il 31 dicembre 2026.

Attenzione: la proroga non esclude chi ha raggiunto il diritto alla Quota 103, che tuttavia nel 2026 non è stata prorogata e pertanto non costituisce motivo di accesso all’incentivo a meno che non si possano vantare i requisiti già maturati entro il 2025.

I requisiti 2026 per il Bonus Giorgetti

Dopo la proroga inserita nella Legge di Bilancio, il Bonus Giorgetti spetta con i seguenti requisiti:

  • per chi ha maturato la Quota 103 entro il 31 dicembre 2025, 62 anni di età e 41 anni di contributi;
  • per chi matura la pensione anticipata entro il 31 dicembre 2026, 42 anni e dieci mesi per gli uomini oppure 41 anni e dieci mesi per le donne.

Lo strumento è invece precluso a chi ha già i 67 anni per la pensione di vecchiaia oppure è titolare di pensione diretta.

La procedura di domanda

Il lavoratore che intende avvalersene, deve presentare domanda all’INPS. L’istituto procede a verificare la sussistenza di tutte le condizioni, ed entro 30 giorni dalla richiesta attesta il riconoscimento del diritto.

A fronte della comunicazione di accoglimento della domanda da parte dell’INPS, il datore di lavoro può procedere con gli adempimenti a proprio carico, quindi smetterà di versare la quota di contribuzione a carico del lavoratore, riconoscendola appunto in busta paga.

Come si quantifica l’incentivo in busta paga

La ratio è quella di incrementare lo stipendio netto, pur rinunciando a una quota di contribuzione. Del resto, questa forma di incentivo a restare al lavoro si rivolge a lavoratori con molti anni di contributi, che di conseguenza possono avere convenienza a trasformare in liquidità immediata parte dei contributi.

Per fare un esempio, secondo le stime dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio, un lavoratore di 62 anni con RAL di 40mila riceve circa 11.900 euro in più in busta paga in cinque anni (sui 185 euro al mese) rinunciando a una quota di pensione futura di circa 11.600 euro.

Decorrenza del bonus posticipo pensione

L’accredito scatta nel momento della prima decorrenza utile della pensione a cui il lavoratore avrebbe diritto oppure dopo la richiesta qualora avvenga in un momento successivo.

Per i lavoratori che hanno esercitato l’opzione assieme o dopo la prima decorrenza utile della pensione anticipata, l’esonero dal versamento contributivo decorre dal primo giorno del mese successivo a quello di esercizio della facoltà in esame. Coloro che presentano domanda in data antecedente alla prima decorrenza della pensione, iniziano a utilizzare il bonus a partire dal mese in cui il lavoratore avrebbe diritto a percepire il trattamento previdenziale.

Nel caso di pensione anticipata ordinaria, la finestra mobile è di tre mesi. Rappresentano un’eccezione gli iscritti alle gestioni CPDEL, CPI, CPS e CPUG, per i quali la finestra mobile 2026 è pari a cinque mesi.