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Stipendio netto 2026: come funziona il decalage e le nuove detrazioni IRPEF

di Anna Fabi

4 Febbraio 2026 09:00

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Stipendio netto 2026: funzionamento del decalage e calcolo delle nuove detrazioni fiscali per i redditi tra 35.000 e 40.000 euro lordi.

Il calcolo dello stipendio netto 2026 recepisce in via strutturale la riforma introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024), che ha trasformato il precedente esonero contributivo in una detrazione fiscale aggiuntiva. Questo passaggio normativo è fondamentale per comprendere l’evoluzione della busta paga: non si tratta più di uno sconto sui contributi previdenziali (quota IVS) a carico del lavoratore, ma di un abbattimento diretto dell’imposta lorda. Il cuore del sistema è il meccanismo di decalage, progettato per eliminare le distorsioni fiscali sui redditi medi.

Dal taglio del cuneo alla detrazione IRPEF: l’evoluzione normativa

Fino al 2024, il sostegno alle buste paga è avvenuto tramite uno sgravio dei contributi INPS. Tuttavia, quel sistema generava criticità al superamento della soglia dei 35.000 euro di RAL (Reddito Annuo Lordo), dove il beneficio spariva integralmente producendo il cosiddetto “scalone fiscale”. Dal 2025, per ovviare a questa penalizzazione, il legislatore ha optato per una detrazione che agisce sull’IRPEF, introducendo una riduzione graduale del beneficio invece di un’interruzione netta al raggiungimento di determinati scaglioni reddituali.

RAL e fasce di reddito: i parametri del calcolo

L’importo spettante in busta paga è determinato esclusivamente dalla RAL annua del lavoratore dipendente. A differenza del vecchio bonus contributivo calcolato sulla mensilità singola, la nuova detrazione IRPEF segue una progressione legata al reddito complessivo annuo:

L’importo spettante in busta paga è determinato esclusivamente dalla RAL annua del lavoratore dipendente. A differenza del vecchio bonus contributivo calcolato sulla mensilità singola, la nuova detrazione IRPEF segue una progressione legata al reddito complessivo annuo:

  • redditi fino a 20.000 euro – il beneficio è erogato sotto forma di trattamento integrativo speciale;
  • redditi tra 20.000 e 32.000 euro – spetta una detrazione forfettaria pari a 1.000 euro annui;
  • redditi tra 32.000 e 40.000 euro – si attiva il meccanismo di decalage, con una riduzione lineare della detrazione fino all’annullamento alla soglia dei 40.000 euro lordi.

Per la fascia soggetta a decalage, la formula matematica applicata per determinare la detrazione residua ($D$) in funzione della RAL è la seguente:

$$D = 1.000 \times \frac{40.000 – RAL}{40.000 – 32.000}$$

Individuazione della detrazione nella busta paga

L’applicazione della normativa è verificabile nel cedolino mensile all’interno della sezione dedicata ai dati fiscali. La voce non è più presente tra le trattenute previdenziali, ma compare in busta paga tra gli abbattimenti dell’IRPEF lorda. Solitamente è indicata con diciture quali “Ulteriore detrazione fiscale L. 207/2024” o come integrazione delle detrazioni per lavoro dipendente. Tale importo riduce l’IRPEF netta trattenuta dal datore di lavoro, che agisce in qualità di sostituto d’imposta.

Esempio RAL 2026 Meccanismo fiscale applicato Detrazione IRPEF residua
28.000 € Quota fissa (massimale) 1.000 €
36.000 € Decalage proporzionale 500 €
40.000 € Soglia di esaurimento 0 €

Efficacia della riforma e simulazione dello stipendio

L’introduzione del decalage garantisce che ogni incremento della retribuzione lorda porti a un effettivo miglioramento dello stipendio netto, eliminando il rischio di perdite fiscali al superamento di soglie rigide. Per una simulazione puntuale basata sulla propria situazione specifica (incluse addizionali regionali e carichi familiari), è possibile consultare lo strumento di calcolo dello stipendio netto di PMI.it.

Per un’analisi comparativa tra diverse tipologie contrattuali, resta disponibile l’approfondimento sul confronto tra stipendio dipendente e autonomo, aggiornato con i profili di costo del 2026.