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Pensione APE Sociale: ultima chance per la domanda

di Teresa Barone

Pubblicato 25 Novembre 2025
Aggiornato 12 Gennaio 2026 20:48

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C’è tempo fino al 30 novembre per inviare la domanda di riconoscimento delle condizioni che danno diritto all’APE Sociale: regole e scadenze 2025 e 2026.

L’APE Sociale è una misura di accompagnamento alla pensione che consente l’uscita anticipata dal lavoro solo in presenza di requisiti specifici e finestre temporali definite anno per anno. Al di là delle singole scadenze, questa pagina ricostruisce come funziona l’APE Sociale, a chi si rivolge e in quali casi può ancora essere utilizzata, nel quadro delle regole previdenziali vigenti.

L’APE Sociale rientra tra le misure di flessibilità in uscita che affiancano i canali pensionistici ordinari. Per il quadro complessivo delle pensioni previste nel 2026, che distingue tra regole strutturali e strumenti temporanei, è disponibile la pagina di riferimento su PMI.it: pensioni 2026: tutte le opzioni ordinarie e anticipate.

Vediamo nel dettaglio il funzionamento e le novità dell’APE Sociale, con un focus sulla procedura di domanda e le relative scadenze.

APE Sociale per la pensione a 63 anni e 5 mesi

L’APE Sociale (Anticipo Pensionistico Sociale) rappresenta una misura di accompagnamento alla pensione introdotta per sostenere i lavoratori in situazioni di difficoltà. Questa formula di flessibilità in uscita, è stata inserita come proroga annuale dalla nuova Legge di Bilancio fino al 31 dicembre 2026, con specifico finanziamento. Il rinnovo è previsto nell’ambito del capitolo previdenziale in Manovra, che a conti fatti sostituisce la riforma delle pensioni.

In caso di ulteriore proroga, dal 2027 scatterebbe poi un incremento del requisito anagrafico dovuto all’aumento delle aspettative di vita.

Diritto alla prestazione: regole a requisiti

Per accedere all’APE Sociale è richiesto di avere almeno 63 anni e 5 mesi di età di età e 30 anni di contributi (36 per i lavori gravosi). Lo strumento è riservato a lavoratori in condizioni specifiche, con requisiti fermi su quattro categorie principali. Più nello specifico, l’accompagnamento economico fino all’età della pensione di vecchiaia può essere richiesto dai lavoratori che rientrano nelle seguenti quattro macro-categorie.

  1. Disoccupati licenziati, dimessi per giusta causa, o il cui contratto a termine è scaduto (con almeno 18 mesi di lavoro nei 36 mesi precedenti), che hanno esaurito la disoccupazione e possiedono 30 anni di contributi.
  2. Caregiver che assistono, da almeno sei mesi, un coniuge o un parente disabile convivente con grave handicap e hanno almeno 30 anni di contributi.
  3. Invalidi civili con riduzione della capacità lavorativa del 74% o superiore e almeno 30 anni di contributi.
  4. Lavoratori gravosi che svolgono specifiche mansioni fisicamente impegnative (es. insegnanti, sanitari, operai, conducenti) con almeno 36 anni di contributi e 7 anni di lavoro gravoso negli ultimi 10 anni o 6 anni negli ultimi 7.

Per operai edili, ceramisti e altri identificati con specifici codici ISTAT, il requisito contributivo è ridotto a 32 anni. Infine, le donne beneficiano di una riduzione del requisito contributivo di 12 mesi per figlio, fino a un massimo di due anni.

Condizioni di accesso e limitazioni

La prestazione dura fino al raggiungimento della pensione di vecchiaia, con una soglia di importo massimo di 1.500 euro lordi mensili. L’accesso al beneficio è inoltre subordinato alla cessazione di attività di lavoro dipendente, autonomo e para-subordinato svolta in Italia o all’estero. L’APE Sociale non è poi compatibile con i trattamenti di sostegno al reddito collegati allo stato di disoccupazione involontaria, così come con l’assegno di disoccupazione e con l’indennizzo per la cessazione dell’attività commerciale.

Possono fare domanda i lavoratori iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria dei lavoratori dipendenti (AGO), alle forme sostitutive ed esclusive della stessa, alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi e alla Gestione Separata che si ritrovano in determinate condizioni lavorative, personali e familiari. Per il 2026, la Manovra di Bilancio conferma al momento le categorie di beneficiari e i requisiti anagrafici e contributivi. Le finestre temporali restano allineate a quelle per la pensione dei lavoratori precoci e usuranti.

Procedura e scadenze di domanda

Per accedere all’APE Sociale, i lavoratori devono presentare due domande differenti.

  1. Domanda di riconoscimento dei requisiti: si effettua la richiesta per verificare il possesso dei requisiti necessari. Questa prima domanda è fondamentale per ricevere conferma ufficiale dall’INPS.
  2. Domanda di accesso al beneficio: una volta ottenuto il riconoscimento, il richiedente può presentare la domanda effettiva per accedere all’APE Sociale e iniziare a ricevere l’indennità.

Coloro che ottengono il riconoscimento dei requisiti devono presentare la domanda di accesso al beneficio entro l’anno (chi ha già maturato tutti i requisiti, può trasmetterle contestualmente). La Legge di Bilancio conferma queste tre finestre anche per il 2026, mantenendo la stessa distribuzione temporale per la domanda di riconoscimento dei requisiti.

Entrambe le istanze devono essere inoltrate online tramite il portale dell’INPS, accedendo con SPID, CIE o CNS. In alternativa, è possibile rivolgersi a un patronato, che può gestire l’intera procedura. Le scadenze annuali per le domande di riconoscimento dei requisiti e per l’accesso all’APE Sociale si articolano generalmente in tre finestre temporali. Le scadenze fissate per la domanda di riconoscimento sono:

  • 31 marzo
  • 15 luglio
  • 30 novembre

È previsto un monitoraggio per verificare la disponibilità delle risorse finanziarie in base all’età anagrafica e alla data di presentazione della domanda: chi fa richiesta nell’ultima finestra, ottiene la prestazione solo se residuano risorse annuali.

Decorrenza e durata

L’indennità APE Sociale inizia dal primo giorno del mese successivo alla domanda, se sussistono i requisiti e previa cessazione dell’attività lavorativa. Viene corrisposta per 12 mensilità all’anno fino al raggiungimento della pensione di vecchiaia o di un’altra pensione diretta anticipata.

Quanto spetta ogni mese

L’indennità è pari alla pensione mensile calcolata alla data della richiesta, con un massimo di 1.500 euro. Se il richiedente ha contribuzioni in più gestioni, l’importo è calcolato pro quota per ogni gestione. Durante l’erogazione dell’APE Sociale, non si maturano contributi figurativi, e il trattamento non è reversibile né integrabile con gli Assegni per il Nucleo Familiare (ANF). Queste condizioni restano applicate anche per il 2026.