APE Sociale e Precoci: in scadenza la domanda di certificazione INPS 2026

di Anna Fabi

27 Marzo 2026 13:16

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Come funziona la procedura in due tempi per APE Sociale e Pensione Precoci nel 2026: scadenze, requisiti prospettici e presentazione contestuale delle domande.

Mancano pochi giorni alla chiusura della prima finestra utile del 2026: entro il 31 marzo va presentata all’INPS la domanda di certificazione del diritto per chi vuole accedere all’APE Sociale o alla Pensione Precoci nel 2026. Chi salta questa scadenza dovrà aspettare il 15 luglio.

Tra le forme di flessibilità in uscita confermate nel 2026, entrambe le misure prevedono una procedura in due tempi: prima si chiede all’INPS la certificazione del diritto all’indennità, poi si invia l’istanza definitiva. Non è necessario avere già tutti i requisiti al momento della prima domanda ed esiste anche la possibilità di presentare entrambe le domande contestualmente. Vediamo esattamente come funziona.

Le finestre per la domanda di certificazione del diritto

La domanda con cui il lavoratore chiede all’INPS la verifica dei requisiti per l’accesso all’APE Sociale o alla Pensione Precoci con Quota 41 deve essere presentata entro una determinata finestra temporale. Le scadenze fissate dall’INPS per il 2026 – confermate dal messaggio INPS 128 del 14 gennaio 2026 e dalla circolare INPS 19 del 25 febbraio 2026 in attuazione della Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) – sono tre:

  • entro il 31 marzo 2026, con risposta INPS attesa entro il 30 giugno 2026;
  • entro il 15 luglio 2026, con risposta attesa entro il 15 ottobre 2026;
  • entro il 30 novembre 2026, in via residuale (le domande vengono lavorate solo se residuano risorse finanziarie disponibili per l’anno in corso, senza automatismi di rinvio all’anno successivo in caso di esaurimento fondi).

La prima finestra è la più conveniente: garantisce l’accoglimento nei limiti delle risorse disponibili e consente di avviare il trattamento nella prima metà dell’anno. Chi manca la scadenza di marzo deve attendere luglio, con un ritardo di mesi sull’indennità. Queste scadenze valgono sia per l’APE Sociale — prorogata dalla Legge di Bilancio 2026 fino al 31 dicembre 2026 — sia per la Pensione Precoci, le cui finestre sono state allineate a quelle dell’APE Sociale dal Collegato Lavoro (L. 203/2024).

Requisiti già maturati e prospettici: le differenze

Non tutti i requisiti devono essere già posseduti al momento della presentazione della domanda di certificazione. La normativa distingue tra requisiti che devono risultare già perfezionati e requisiti che possono essere maturati successivamente, purché entro la fine dell’anno.

  • Per l’APE Sociale possono essere maturati in data successiva alla domanda di certificazione — ma entro il 31 dicembre 2026 — il requisito anagrafico dei 63 anni e 5 mesi, il requisito contributivo e gli anni di svolgimento in via continuativa dell’attività gravosa, oltre al termine della prestazione di disoccupazione.
  • Per la Pensione Precoci (Quota 41) possono essere maturati dopo la domanda di certificazione — ma entro il 31 dicembre 2026 — gli anni di svolgimento dell’attività gravosa, il requisito contributivo dei 41 anni e il termine del sussidio di disoccupazione. La conclusione della prestazione di disoccupazione è invece un requisito da possedere già al momento dell’istanza: chi è ancora in percezione della NASpI non può presentare domanda.

I requisiti legati alla categoria lavorativa di appartenenza o alla propria condizione — familiare o di salute — devono essere già maturati al momento della domanda. Si tratta di requisiti che non possono essere considerati “certi” nella loro maturazione prospettica.

Come presentare certificazione e di pensione insieme

Chi ha già tutti i requisiti al momento della domanda di certificazione e ha cessato l’attività lavorativa può presentare contestualmente anche la domanda definitiva di accesso alla prestazione. È possibile farlo anche mentre l’INPS sta ancora definendo l’istruttoria, senza attendere la risposta sulla certificazione.

La presentazione contestuale delle due domande non anticipa i tempi di concessione dell’APE Sociale o della Pensione Precoci: l’INPS deve in ogni caso effettuare l’istruttoria e verificare il diritto. La seconda domanda viene tenuta in stand by fino al completamento della prima. Il vantaggio è procedurale: si effettua l’intera pratica in un unico momento e, appena arriva la risposta positiva, il diritto all’indennità scatta senza dover attendere la presentazione di una seconda istanza.

La decorrenza del trattamento INPS

L’indennità APE Sociale decorre dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda definitiva di accesso, a condizione che a quella data sussistano tutti i requisiti e che l’attività lavorativa sia cessata.

La stessa regola vale per la Pensione Precoci, con l’aggiunta della finestra mobile di tre mesi dalla maturazione del diritto — che sale a cinque mesi per i dipendenti pubblici iscritti alle ex casse INPDAP.

Se il procedimento si conclude in tempo rispetto alla prima decorrenza utile, l’assegno parte da quella data; in caso contrario, parte dal mese successivo alla presentazione della domanda definitiva. Con il primo assegno l’INPS corrisponde anche gli eventuali arretrati maturati nel periodo tra la decorrenza e il pagamento materiale, dovuto ai tempi di lavorazione dell’Istituto.