Facendo domanda di APE Sociale entro marzo avendo tutti i requisiti tranne quelli anagrafici (che maturo a maggio), c’è una corsia preferenziale oppure tanto vale aspettare?
Presentare la domanda di certificazione APE Sociale entro il 31 marzo è possibile anche senza aver ancora compiuto i 63 anni e 5 mesi richiesti, purché il requisito si maturi in via prospettica entro il 2026. E senza dubbio conviene farlo. Il vantaggio, prima di tutto, è in termini di mesi di anticipo sull’erogazione del trattamento, e non recuperabile.
Certificazione APE Sociale con requisito anagrafico in via prospettica
La procedura per ottenere l’APE Sociale si articola in due fasi distinte. La prima è la richiesta di certificazione del diritto, con cui l’INPS verifica il possesso delle condizioni di accesso. La seconda è la domanda di Ape, che dà avvio al trattamento vero e proprio.
La normativa riconosce esplicitamente la possibilità di presentare la domanda di certificazione anche in via prospettica: non è necessario aver già maturato tutti i requisiti al momento dell’invio.
In particolare, età anagrafica e anzianità contributiva possono essere perfezionate in un momento successivo, purché entro il 31 dicembre dell’anno in corso. È esattamente la situazione in cui lei si trova: può presentare validamente la domanda di certificazione già ora, pur compiendo i 63 anni e 5 mesi a maggio.
Scadenze e tempi di risposta INPS
Le finestre temporali per la “prima domanda” (quella per ottenere la certificazione del diritto) sono in tutto tre nel corso dell’anno.
Rispettare la prima finestra — quella del 31 marzo 2026 — garantisce che l’INPS comunichi l’esito entro il 30 giugno 2026. Chi presenta invece tra il 1° aprile e il 15 luglio riceve risposta entro il 15 ottobre.
La terza finestra, quella tardiva entro il 30 novembre, non garantisce l’accoglimento: le domande vengono lavorate solo se residuano risorse finanziarie disponibili per l’anno in corso.
Quando decorre l’APE Sociale rispetto alla domanda
La “seconda domanda“, quella definitiva, si può presentare solo a condizione che a quella data tutti i requisiti siano già soddisfatti e l’attività lavorativa sia cessata. Si può anche presentare contestualmente alla prima, qualora vi siano già tutti i requisiti maturati. Oppure, mentre è ancora in corso l’istruttoria sulla domanda di certificazione del diritto.
A quel punto, l’APE Sociale non prevede finestre mobili tra maturazione del diritto e decorrenza del trattamento: l‘indennità parte dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda vera e propria.
Perchè conviene inviare subito la “prima domanda”
Nel suo caso, presentando la certificazione entro marzo, l’INPS risponde entro fine giugno. Lei però matura il requisito anagrafico in maggio. Le conviene quindi presentare la seconda domanda sempre in maggio, in modo da acquisire il diritto alla prestazione a partire dal successivo mese di giugno. La circolare INPS 100/2017 chiarisce che l’indennità spetta a partire dal mese successivo a quello di presentazione della domanda di accesso al beneficio.
Quindi, non le conviene aspettare la risposta Inps all’istanza di certificazione del diritto, che potrebbe arrivare in giugno. Presentando anche la seconda domanda in giugno, la prima decorrenza slitterebbe in luglio.
Domanda tardiva senza arretrati
Analogamente, se rimandasse la domanda di certificazione del diritto all’APE Sociale 2026 alla seconda finestra che si colloca tra il 1° aprile e il 15 luglio, la risposta le arriverebbe entro il 15 ottobre. Potrebbe comunque presentare prima la seconda domanda, e le converrebbe farlo in maggio per fissare a giugno la prima decorrenza.
Lo stesso istituto previdenziale, nelle pagine online dedicate all’APE social, chiarisce che «contestualmente o nelle more dell’istruttoria della domanda di riconoscimento delle condizioni di accesso all’APE Sociale, il soggetto già in possesso di tutti i requisiti previsti, compresa la cessazione dell’attività lavorativa, può presentare la domanda di accesso alla prestazione, al fine di non perdere ratei di trattamenti».
L’indennità decorre sempre dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda di prestazione, la seconda domanda, quella definitiva. Gli eventuali arretrati che l’INPS corrisponde insieme al primo assegno coprono solo il periodo tra quella data e il pagamento materiale, dovuto ai tempi di lavorazione dell’istituto.
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Chiedi all'espertoRisposta di Barbara Weisz