In Italia le opportunità di lavoro non mancano, ma sono sempre più concentrate in alcuni settori specifici. A dirlo è l’ultimo aggiornamento di Eurostat sui posti vacanti in tutta Europa, che fotografa un mercato occupazionale meno espansivo rispetto agli ultimi anni, ma ancora segnato da forti difficoltà di reclutamento per molte imprese.
Nel terzo trimestre del 2025, il tasso di posti di lavoro vacanti nell’Unione europea si è attestato al 2,1%, in calo rispetto al 2,3% del trimestre precedente e allo stesso periodo del 2024. Un rallentamento che, tuttavia, non coinvolge tutti i comparti allo stesso modo.
Dove oggi è più facile trovare lavoro
Le maggiori difficoltà di assunzione riguardano innanzitutto le attività commerciali. Le imprese faticano a reperire responsabili delle vendite, profili del marketing e addetti allo sviluppo commerciale, figure centrali per sostenere fatturato e competitività in una fase economica complessa. Restano elevate anche le richieste nel comparto manifatturiero, dove mancano operai specializzati, e tra gli impiegati amministrativi, una figura che continua a essere essenziale nella gestione operativa delle aziende.
Vendite, logistica e industria trainano la domanda
Secondo Eurostat, la domanda di lavoro resta sostenuta per gli addetti alle vendite, gli operatori della logistica e gli agenti di commercio. Si tratta di ruoli strettamente legati al funzionamento delle filiere produttive e distributive, che continuano a offrire opportunità occupazionali anche in una fase di rallentamento macroeconomico. Buona la tenuta anche per la richiesta di ingegneri, con l’eccezione del ramo elettrotecnico, dove la domanda appare più contenuta rispetto ad altri ambiti tecnici.
Ristorazione e cultura resistono alla frenata
Tra i settori più resilienti emergono la ristorazione e le professioni artistiche e culturali. Cuochi, tecnici della ristorazione e profili legati al mondo culturale continuano a essere ricercati, segno che alcuni servizi mantengono una buona capacità di assorbimento occupazionale.
Un mercato meno espansivo, ma sempre più selettivo
Il quadro che emerge dai dati Eurostat è quello di un mercato del lavoro europeo meno dinamico, ma sempre più selettivo. Le opportunità non sono distribuite in modo uniforme: oggi contano sempre di più competenze specifiche e profili mirati, mentre il disallineamento tra domanda delle imprese e offerta di lavoro resta uno dei nodi strutturali del sistema.