Colf, badanti e baby sitter: tutti gli aumenti e i nuovi permessi dal 2026

di Teresa Barone

11 Dicembre 2025 08:19

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Aumenti previsti dal nuovo contratto dei lavoratori domestici scattano da gennaio 2026, con rincari a carico dei datori di lavoro diluiti in tre anni.

Con il nuovo CCNL relativo al lavoro domestico in vigore dal 1° novembre, arrivano anche gli aumenti per colf, badanti e baby sitter, applicati in busta paga da gennaio 2026. Il nuovo contratto prevede da un lato rincari mensili di circa 83 euro a carico del datore di lavoro, generando dall’altro incrementi stipendiali spalmati nel corso degli anni per i lavoratori. Prendendo ad esempio il livello BS, gli aumenti saranno di 100 euro lordi al mese scaglionati negli anni:

  • 40 euro dal 1° gennaio 2026;
  • 30 euro dal 1° gennaio 2027;
  • 15 euro dal 1° gennaio 2028;
  • 15 euro dal 1° settembre 2028.

Un’altra novità è rappresentata anche dalla rivalutazione annuale dei minimi retributivi che tiene conto dell’indice di inflazione, passata dall’80% al 90% dell’indice registrato a novembre 2025. Previsto anche un recupero di 135,75 euro relativo all’adeguamento dei minimi arretrati (2021-2025).

Per il livello BS (ad esempio per una baby sitter) la paga oraria minima passa da 7,10 a 7,46 euro: per un contratto da 40 ore settimanali, significa fino a mille euro in più all’anno. Per il livello B (ad esempio per una colf), si passa invece da 6,68 a 7,02 euro minime all’ora, per un aumento mensile di circa 500 euro all’anno a carico della famiglia che ha stipulato un contratto da 20 ore a settimana. Questo, ovviamente, laddove gli aumenti non siano già stati assorbiti dai superminimi, scenario più plausibile nei contesti di lavoro in cui queste cifre siano già comunque inferiori a quelle pagate ai collaboratori familiari.

Previsto poi un aumento dei permessi (retribuiti e non) per assistere familiari con gravi disabilità ed il diritto a quattro mesi di congedo parentale non retribuito, oltre all’astensione per maternità (obbligatoria e retribuita). Inserito nel contratto anche il diritto di paternità alternativo, con divieto di licenziamento (salvo giusta causa).

Per quanto riguarda le agevolazioni fiscali, infine, non ci sono variazioni per le detrazioni sui costi sostenuti per colf e badanti fino a 1.549,37 euro annui, così come per le deduzioni dei contributi previdenziali entro la soglia di 1.549 euro per collaboratore.