Riforma Pensioni in Manovra 2026: emendamenti su Opzione Donna, Quota 103 e aspettative di vita

di Barbara Weisz

5 Dicembre 2025 09:23

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Emendamenti di maggioranza e opposizione su Opzione Donna, Quota 103 e scatti pensione per le speranze di vita: a che punto siamo e cosa si prevede.

Il capitolo riforma pensioni della Legge di Bilancio 2026, nel testo approvato dal Governo a metà ottobre, proroga solo l’APE Sociale fra gli strumenti di flessibilità in uscita, ma ci sono proposte emendative sia da forze di maggioranza sia dalle opposizioni che chiedono di riproporre anche Quota 103 e Opzione Donna. Entrambe queste misure prevedono il ricalcolo interamente contributivo dell’assegno previdenziale, si riferiscono ad una platea limitata di potenziali beneficiari e richiederebbero pertanto coperture finanziarie non eccessivamente onerose.

Vediamo con precisione qual è la situazione.

Gli emendamenti su Opzione Donna 2026

L’emendamento FdI su Opzione Donna dichiarato inammissibile dalla commissione Bilancio del Senato per mancanza di copertura) è stato riformulato precisando meglio la parte relativa alle coperture. Chiede non solo la proroga al 2026 – con l’ammissione delle lavoratrici che maturano il requisito di età (61 anni) e di contribuzione (35 anni) entro il 31 dicembre 2025 – ma anche l’ampliamento della platea a tutti i casi di disoccupazione involontaria (per licenziamento o dimissioni per giusta causa) e non solo gli esuberi di aziende con tavoli di crisi aperti presso il Ministero. Resterebbero invariate le altre due fattispecie ammesse: caregiver e donne con disabilità pari almeno al 74%.

La riformulazione dell’emendamento quantifica le risorse necessarie fino al 2032: 12,9 milioni di euro per l’anno 2026, 36,5 milioni di euro per l’anno 2027, 56,9 milioni di euro per l’anno 2028, 64,7 milioni di euro per l’anno 2029, 50,6 milioni di euro per l’anno 2030, 30,2 milioni di euro per l’anno 2031 e 12,1 milioni di euro per l’anno 2032. E prevede che la misura venga finanziata attraverso una corrispondente riduzione del Fondo sociale per occupazione e formazione di cui all’articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto legge 185/2008.

Ci sono anche altre proposte emendative che prevedono la semplice proroga al 2026 senza modifiche ai requisiti necessari per maturare questa forma di flessibilità in uscita.

Le richiesti di proroga al 2026 per Quota 103

Per quanto riguarda la Quota 103, c’è sia un emendamento di maggioranza a firma di Maurizio Gasparri, sia uno di opposizione (alleanza Verdi Sinistra) che chiedono la proroga al 2026. Il requisito necessario prevedrebbe 62 anni di età e 41 anni di contributi, da maturare entro il 31 dicembre 2026.

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Scatti legati alle aspettative di vita

Ci sono diverse proposte di modifica che riguardano anche l’adeguamento delle pensioni alle aspettative di vita. La Manovra 2026 distribuisce su due anni il prossimo incremento, per cui nel 2027 l’età pensionabile si alzerebbe di un solo mese e la restante parte (probabilmente altri due mesi) ricadrebbe sul requisito anagrafico richiesto dal 2028. Su questo cronoprogramma, ci sono richieste di modifica sia da forze di maggioranza sia di opposizione, volte essenzialmente a congelare lo scatto. C’è anche una proposta che chiede di sospendere del tutto questi scatti fino all’approvazione di una nuova riforma.

I tempi di approvazione

Le votazioni sugli emendamenti proseguiranno la prossima settimana e solo a quel punto sarà più chiaro l’esito di queste proposte. Tendenzialmente, il Governo non ha fino ad oggi manifestato la volontà di modificare la parte della Manovra legata agli scatti pensionistici, mentre potrebbero essere spiragli per quanto concerne la flessibilità in uscita. Bisogna comunque vedere se, e in che modo, recepirà le deliberazioni della Commissione.