Tratto dallo speciale:

Manovra 2026: Opzione Donna ancora al centro del dibattito

di Barbara Weisz

4 Dicembre 2025 13:28

logo PMI+ logo PMI+
Inammissibile l'emendamento per la proroga con ampliamento di Opzione Donna, nonostante la riformulazione per il reperimento delle coperture finanziarie.

Nuova scrematura degli correttivi alla Manovra in Commissione Bilancio al Senato e nuovo stop all’emendamento di proroga 2026 per Opzione Donna nonostante la riformulazione del testo volta a dettagliare il reperimento delle coperture così da ottenere l’ammissibilità.

Niente da fare neppure per la detassazione degli aumenti stipendiali legati ai rinnovi contrattuali 2024 (oltre a quelli 2025 e 2026) ed a nuove formule di assunzione stabile agevolata per giovani al Sud. Le proposte di modifica che chiedevano di introdurre queste novità sono state respinte per motivi di copertura finanziaria.

Gli emendamenti su Opzione Donna

La Manovra 2026 nella formulazione attualmente all’esame del Parlamento non prevede la proroga dell’Opzione Donna. L’emendamento (presentato da Fratelli d’Italia) dichiarato inammissibile per problemi di copertura, chiede di poter applicare per un ulteriore anno questo strumento di flessibilità in uscita, estendendolo quindi alle lavoratrici che maturano il requisito di età (61 anni) e contributivo (35 anni), entro il 31 dicembre 2025.  Con la riformulazione si mira a indicare le coperture così da ottenere l’ammissibilità.

Lo stesso emendamento, peraltro, si propone di allargare la platea a tutte le lavoratrici involontariamente disoccupate dopo la fruizione degli ammortizzatori sociali. Attualmente, invece, fra le categorie di aventi diritto sono ammesse le lavoratrici (disoccupate oppure occupate) di aziende con tavoli di crisi aperti presso il Ministero, oltre che le donne con compiti di caregiver familiare o con disabilità pari almeno al 74%.

Restano invece ammissibili (e quindi andranno al voto) altre proposte di modifica sullo strumento.

Le proposte su rinnovi contrattuali e assunzioni

La proposta sui rinnovi contrattuali puntava a potenziare una misura già prevista in Manovra, che prevede una flat tax al 5% sugli aumenti legati ai rinnovi contrattuali siglati nel 2025 e 2026, limitatamente ai dipendenti con reddito fino a 28mila euro.

Per quanto riguarda le assunzioni agevolate, sono stati respinti un emendamento che chiedeva un decontribuzione per le assunzioni dei giovani nel Sud e un altro invece su una flat tax al 10% per le assunzioni a tempo indeterminato dei giovani con reddito fino a 35mila euro.