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Aumento età della pensione di 7 mesi: le stime ufficiali fino al 2031

di Barbara Weisz

23 Gennaio 2026 17:07

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Entro cinque anni l’età pensionabile è destinata a salire per gli adeguamenti alle aspettative di vita: tre mesi entro il 2028, altri due sia nel 2029 sia nel 2031.

Di quanto potrebbe aumentare l’età per la pensione nei prossimi cinque anni? Una risposta di breve periodo arriva dalle proiezioni contenute nel Rapporto sulle tendenze di medio-lungo periodo del sistema pensionistico della Ragioneria generale dello Stato, costruite sugli scenari previsionali Istat e sul meccanismo di adeguamento alle aspettative di vita.

Nel quadro delineato, entro il 2031 l’età pensionabile risulterebbe destinata a salire complessivamente di sette mesi. Si tratta di stime, non di requisiti già “scritti” in un calendario amministrativo: gli incrementi vengono poi determinati con provvedimenti basati sui dati Istat e applicati secondo le regole vigenti.

Pensioni: l’aumento dei requisiti nel 2027 e 2028

Dopo il rallentamento registrato negli anni della pandemia, le proiezioni indicano un ritorno a un percorso di crescita dei requisiti in tempi ravvicinati. Il prossimo scatto atteso è pari a tre mesi: doveva produrre effetti nel 2027 ma l’incremento è stato ripartito su due annualità dalla Manovra 2026, con un primo adeguamento di un mese nel 2027 e i restanti due mesi dal 2028, a condizione che tale adeguamento venga confermato sulla base dei dati Istat. Dunque, in questa traiettoria, il requisito anagrafico per pensione di vecchiaia passerebbe a 67 anni e 1 mese nel 2027 e a 67 anni e 3 mesi nel 2028.

Per la pensione anticipata, gli adeguamenti incidono invece  sui requisiti contributivi. Con gli attuali riferimenti (42 anni e 10 mesi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne), l’incremento di un mese nel 2027 porterebbe a 42 anni e 11 mesi (uomini) e 41 anni e 11 mesi (donne). Se lo scatto complessivo arrivasse a tre mesi dal 2028, i requisiti si attesterebbero a 43 anni e 1 mese (uomini) e 42 anni e 1 mese (donne).

Le proiezioni sugli scatti nel 2029 e nel 2031

Sulla base dello scenario demografico Istat mediano, la traiettoria previsionale ipotizza un ulteriore incremento di due mesi nel 2029. In questo caso, la pensione di vecchiaia si collocherebbe a 67 anni e 5 mesi.

È inoltre stimato un ulteriore rialzo di due mesi nel 2031, che porterebbe la pensione di vecchiaia a 67 anni e 7 mesi. A parità di regole e di base di calcolo, i requisiti contributivi della pensione anticipata seguirebbero lo stesso andamento in mesi rispetto alle soglie di riferimento.

I prossimi adeguamenti alle aspettative di vita

Le stime della Ragioneria generale dello Stato indicano l’ordine di grandezza dell’evoluzione dei requisiti nel breve periodo ma non sostituiscono i provvedimenti che fissano gli incrementi.

Le proiezioni si fondano su scenari statistici, gli adeguamenti ufficiali alle aspettative di vita vengono invece determinati in base a dati demografici ma devono poi essere recepiti con atti previsti dalla disciplina vigente. Il prossimo passaggio atteso a fine 2026 è quello che, sulla base dei dati disponibili, è chiamato a definire l’adeguamento relativo al biennio 2027-2028.

Il percorso può inoltre essere modificato dal legislatore, tenendo conto dell’impatto sui conti pubblici.