Le modifiche al bonus mamme recentemente introdotte dal Governo allargano la platea delle aventi diritto e per il 2025 sostituiscono la decontribuzione con una somma esentasse pari a 480 euro versata a dicembre. Spetta alle lavoratrici con almeno due figli e un reddito non superiore a 40mila euro, sia che abbiano un contratto da lavoro dipendente (a tempo indeterminato o a termine) sia che siano autonome.
La disposizione è contenuta nel decreto legge 95/2025 che modifica le norme previste dall’ultima manovra di bilancio, e sostanzialmente crea una sorta doppio binario nel 2026, per poi invece uniformare le regole a partire dal 2027. Il punto è che la misura è stata oggetto di molteplici interventi: introdotta dalla legge di Bilancio 2024, è stata poi modificata dalla manovra economica 2025 e ora ulteriormente dal decreto Economia.
Vediamo con precisione come è calibrata per le diverse platee di aventi diritto nei prossimi anni.
Bonus mamme 2025: dipendenti con indeterminato e tre figli
In realtà, anche nel 2025 il risultato della sovrapposizione di norme comporta un diverso bonus mamme per le lavoratrici dipendenti a tempo indeterminato con almeno tre figli. A queste lavoratrici continua ad applicarsi il comma 180 della legge 213/2023, che riconosce una decontribuzione al 100%, fino a un massimo di 3mila euro, fino al compimento dei 18 anni del figlio più piccolo, per il triennio 2024-2026. In questo caso, non sono previsti limiti di reddito. Sono esclusi i rapporti di lavoro domestico.
Bonus mamme 2025: dipendenti o autonome con due figli
Se la lavoratrice dipendente a tempo indeterminato ha invece due figli, ricade nel bonus mamme 2025 come riformulato dal decreto Economia (articolo 6 dl 95/2025). L’agevolazione è rivolta a tutte le madri lavoratrici con almeno due figli, sia dipendenti sia autonome, fino al compimento del decimo anno di età del figlio più piccolo. Alle dipendenti a tempo determinato e alle autonome, se hanno almeno tre figli, il bonus spetta fino al 18esimo anno del figlio minore. In entrambi i casi, a patto che abbiamo un reddito non superiore a 40mila euro. Non consiste in una decontribuzione ma in un contributo esentasse, pari a 40 euro al mese (480 euro l’anno), che viene versato in un’unica soluzione a dicembre, è esentasse e non rileva ai fini ISEE. Sono esclusi i rapporti di lavoro domestico.
Bonus mamme 2026: decontribuzione con due figli, doppio binario con tre
Dal 2026, le regole cambiano ancora. Nella maggior parte dei casi, alle lavoratrici che quest’anno sono beneficiarie del contributo una tantum, dall’anno prossimo si applicheranno le regole della manovra 2025: il bonus diventa quindi una decontribuzione al 100%. Attenzione, però: questo vale per tutte le lavoratrici con almeno due figli fino ai 10 anni del bambino più piccolo: assunte a tempo indeterminato, assunte a tempo determinato, autonome, anche in regime forfettario.
Per le madri con almeno tre figli, ci sono invece differenziazioni. Le lavoratrici a tempo indeterminato continuano ad avere diritto alla decontribuzione al 100% fino a un massimo di 3mila euro al mese introdotta dalla manovra 2024 fino al compimento della maggiore età del figlio più piccolo. Indipendentemente dal reddito. Le altre lavoratrici, dipendenti a tempo determinato oppure autonome, percepiranno invece anche nel 2026 il contributo di 480 euro a dicembre, purché rientrino nel limite di reddito di 40mila euro annui.
Bonus mamme, dal 2027 regole uniformi
Dal 2027, la situazione diventa invece uniforme. Il bonus mamme consisterà in una decontribuzione al 100%, spettante a tutte le lavoratrici dipendenti e autonome con reddito fino a 40mila euro. Con due figli, fino all decimo anno del più piccolo, con tre figli, il minore deve avere meno di 18 anni.
Nella tabella, la sintesi grafica delle regole come predisposta dal ministero del Lavoro:
